Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  ottobre 21 Mercoledì calendario

Scarpinato e la pista nera: «L’inchiesta vale zero». Lui: «Non mi zittirete»

«Se ritengono di potermi tappare la bocca, nella mia incessante ricerca delle verità scottanti che si celano dietro le stragi, verità che continuano a fare paura a tanti, si sbagliano di grosso», così ha replicato ieri sera il senatore M5S e membro della commissione parlamentare Antimafia, Roberto Scarpinato, al termine di una giornata di veleni e polemiche, con l’audizione choc in mattinata del procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca, davanti alla Commissione presieduta da Chiara Colosimo (FdI) e la successiva richiesta di dimissioni rivolta allo stesso Scarpinato dal centrodestra, da Sara Kelany di FdI a Maurizio Gasparri di FI. Ma il senatore M5S, già nel pool antimafia a Palermo nel ‘93 con Giancarlo Caselli, non si dimetterà dalla Commissione, anche se il procuratore De Luca, parlando delle stragi del ‘92, ieri gli ha rivolto critiche pesanti: «Il filone pista nera non è chiuso – ha detto De Luca —. Ma l’indagine portata avanti all’epoca, violando la competenza funzionale di Caltanissetta, dalla Procura di Palermo nella persona di Scarpinato con riferimento a Stefano Delle Chiaie (il fondatore di Avanguardia nazionale, ndr), è zero tagliato, anzi il freddo assoluto». Non solo. De Luca ha ricordato che il gip di Caltanissetta Santi Bologna nel suo provvedimento di archiviazione del filone mafia e appalti definì «depistante» l’attività di Scarpinato, ricevendo da lui «attacchi sproporzionati» senza avere la solidarietà dell’Anm nazionale. Ma il procuratore ha parlato pure di «inquinamento probatorio ad ampio raggio» a proposito delle telefonate intercettate tra il senatore M5S e l’ex magistrato Gioacchino Natoli prima dell’audizione di quest’ultimo in Antimafia nel 2024. «I due hanno concordato tutto, anche la strategia – ha dichiarato ieri De Luca —. Hanno detto che avrebbero seppellito di carte la presidente Chiara Colosimo».
«Ancora accuse assurde contro di me – ha replicato Scarpinato a De Luca —. E gli errori dei miei ex colleghi danno manforte ora al bullismo politico della maggioranza». Al contrattacco pure il M5S che presenterà un esposto contro De Luca: «L’audizione si è svolta in un clima indecente, tra battutine e risate e una presidente che dirigeva i lavori come fosse segretaria di partito». Per il centrodestra, invece, «un’audizione storica» e «un tassello importante per giungere alla verità sull’assassinio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino».