Corriere della Sera, 21 ottobre 2026
Milano, preoccupazione per sabato. Sala: la sola repressione non basta
Dopo gli scontri del weekend scorso, ora l’allerta è massima per il prossimo sabato. «C’è parecchia preoccupazione», rivela il sindaco Beppe Sala. Per definire nel dettaglio le misure da adottare, oggi in prefettura si riunirà il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, a cui sarà presente anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
«Il tema è certamente delicato, non può essere solo un problema di repressione», spiega Sala, commentando così l’annuncio del governo di inviare in città 500 militari, una misura che da sola per il sindaco non è risolutiva. «Mi preoccupa il fatto che questa situazione, che nasce da un malessere che tutti noi non possiamo non vedere, la si sposti solo sulle violenze e la repressione delle violenze». Per il numero uno della giunta a Palazzo Marino «bisogna che la politica affronti con saggezza anche le cause e si interroghi sulle origini. Senza buonismi, senza indulgenze, ma con spirito critico. Dobbiamo fare di più».
Gli scontri del weekend, infatti, evidenziano che l’80 per cento dei fermati è minorenne, alcuni persino dodicenni. Un dato da tenere in considerazione per il sindaco. La sensazione di Sala è che si tratti di «un fenomeno molto più largo», che prenda come riferimento Parigi: «Le grandi città sono così, crescono e covano tensioni sociali che però vanno gestite», spiega il sindaco. E se un elemento su cui riflettere è la provenienza dei giovani («molti vengono da fuori Milano»), per Sala bisogna interrogarsi anche sull’utilizzo dei social network, visto che «c’è stata una chiamata alle armi molto facile attraverso TikTok», nonché una quantità di «messaggi falsi che inneggiavano alla violenza».
Adesso la preoccupazione è che quanto è accaduto possa verificarsi di nuovo. In particolare, l’allerta maggiore è per la giornata di sabato, «ma siccome queste persone si autoconvocano, potrebbe accadere in qualunque momento», spiega Sala, che oggi in mattinata prenderà parte al tavolo in prefettura, a cui sarà presente, oltre al ministro Piantedosi, anche il capo della Polizia Vittorio Pisani. Alle 18.30 poi il sindaco parteciperà al presidio in piazza della Scala, promosso dalla Cgil e dalle forze politiche del centrosinistra, dal titolo «Milano non vuole la violenza». Mezz’ora prima, vicino al Duomo, ci sarà il presidio organizzato da Futuro nazionale. E il leader Vannacci dice: «Andremo a prendere i delinquenti casa per casa».
«Per sabato bisogna tenere gli occhi aperti», commenta il vicepremier Matteo Salvini, in città ieri per la prima posa del nuovo campus del Conservatorio a Rogoredo, cerimonia a cui arriva insieme al sindaco Sala, dopo giorni di polemiche. «Pace fatta?», chiede un cronista. Domanda a cui Sala risponde con un sorriso. Il leader della Lega, a margine dell’evento, sostiene che «questi ragazzini vadano fermati prima che escano di casa». Per evitare di rivedere le immagini dello scorso weekend chiede «un patto fra tutti per difendere e proteggere Milano». Poiché molti giovani «provengono dalle province, la polizia ferroviaria li può intercettare a casa loro, quando partono da Crema, Pavia, Lecco. Li devi intercettare là e controllare le stazioni».
E mentre il governo confeziona il decreto Sicurezza, il presidente Usa Trump torna sugli eventi degli ultimi giorni: «Francia e Italia intervengano contro chi fomenta insurrezioni: vanno espulsi».