il Giornale, 20 ottobre 2026
Falso allarme bomba in cento scuole
Sono cento circa le scuole che sono state raggiunte da una mail minatoria nel corso della mattinata di ieri. Un invio quasi contestuale, coordinato e calibrato che fa pensare a una sorta di newsletter organizzata recuperando gli indirizzi online. «Vi informiamo con la massima urgenza che in questo momento nell’edificio è stato collocato un ordigno esplosivo contenente nitrato d’ammonio. Oggi, con il permesso di Allah, condurremo una serie di attacchi terroristici pianificati sul territorio nazionale. Ciò che proverete oggi è solo l’inizio. Un giorno il vostro governo cederà il potere e verrà instaurata la Sharia. Allahu Akbar» è un passaggio della missiva, il più significativo, che ha costretto i dirigenti scolastici a sospendere le lezioni e a evacuare gli istituti coinvolti, in coordinamento coi magistrati di turno di competenza.
Quel che colpisce è che la mail sia arrivata alle scuole di ogni ordine e grado, dalle scuole materne in poi. Ovviamente sono state immediatamente aperte le indagini per risalire all’autore, o agli autori di questo invio, per capire cosa ci sia dietro. È probabile che possa trattarsi di una sorta di falso allarme, di un’azione portata avanti per inserirsi nel caos di questi giorni, ma senza un fine specifico. Ma trattandosi di obiettivi sensibili, secondo gli investigatori che si stanno occupando del caso nulla può essere escluso e le indagini intendono andare fino in fondo. Sono stati raggiunti istituti di tutto il Paese da Nord a Sud senza una logica specifica ed è senz’altro il riferimento alla Sharia a preoccupare maggiormente, oltre all’allarme bomba, che poi si è rivelato infondato per ogni scuola.
Si è già visto un cambiamento nell’organizzazione delle violenze di piazza e delle strategie di lotta nelle scuole: se questo dovesse diventare uno strumento sistematico per disturbare il normale svolgimento delle lezioni, si verrebbero a creare enormi problemi, perché davanti a minacce simili le scuole devono essere evacuate. Soprattutto in un momento storico come questo, in cui la tensione è altissima ed è impossibile stabilire a priori se si tratti di vero o finto allarme bomba.
«Seminare paura tra studenti, insegnanti e famiglie, interrompere le attività didattiche e mobilitare le forze dell’ordine con segnalazioni prive di fondamento è un comportamento irresponsabile che non può essere tollerato. Auspico che gli autori e i promotori di queste azioni vengano individuati al più presto e puniti con il massimo rigore previsto dalla legge», ha dichiarato Alberto Stefani, il governatore leghista della Regione Veneto, una delle più colpite.