ilfattoquotidiano.it, 20 ottobre 2026
Cristiano Ronaldo paga la multa con 39 secondi di lavoro
Una sanzione ridicola per chiudere il caso. Così la Federcalcio del Portogallo ha deciso di non punire veramente Cristiano Ronaldo per la fuga dal ritiro della Nazionale di Jorge Jesus il 30 settembre scorso, alla vigilia del match contro la Danimarca. CR7 infatti è stato formalmente condannato dal Consiglio disciplinare, ma la pena è risibile: appena 255 euro di multa e una sospensione di soli 30 giorni, che scadrà già il prossimo 30 ottobre, visto che 19 giorni Ronaldo li ha già “scontati” dal giorno della sua sospensione cautelare. In altre parole, il ct Jorge Jesus potrà già convocare l’attaccante 41enne per le prossime sfide di Nations League in programma a metà novembre. Ora la patata bollente passa nelle sue mani.
La sanzione nei confronti di Cristiano Ronaldo è appunto ridicola su entrambi i piani. Innanzitutto, quello economico. Una multa da 255 euro per un miliardario è meno di un solletico. Il quotidiano portoghese A Bola ha calcolato che a CR7 basteranno 38,6 secondi di lavoro per guadagnare i soldi necessari a pagare la sanzione, visto l’ingaggio faraonico che gli garantisce l’Al Nassr in Arabia Saudita. L’anno scorso ha firmato un rinnovo fino al 2027 da circa 200 milioni di euro, oltre a vari bonus legati a gol, assist e prestazioni della squadra. La multa rappresenta lo 0,00012% del suo stipendio annuo.
Nel mirino però c’è anche la sospensione di 30 giorni, comminata per aver commesso “l’infrazione disciplinare prevista e sanzionata dal n. 1 dell’articolo 160 del RDFPF”. Ovvero, aver saltato le attività della Nazionale portoghese dall’allenamento del 30 settembre fino alla partita contro la Norvegia del 4 ottobre. Qui infatti entra un gioco un precedente, legato a un ex pilastro del Portogallo: Ricardo Carvalho. Nell’agosto 2011 l’allora difensore del Real Madrid abbandonò il ritiro quando capì che non sarebbe stata titolare nelle partite di qualificazione a Euro 2012. All’epoca la sanzione però fu severissima: inizialmente 24 mesi di stop, poi ridotti a un anno di sospensione dalla Nazionale.
Perché per Carvalho fu scelto il pugno duro e Cristiano Ronaldo invece ha ricevuto un buffetto? All’epoca l’ex difensore era un giocatore importante della Nazionale portoghese ed era ancora all’apice della carriera. Con il Portogallo riuscirà quattro anni dopo a laurearsi campione d’Europa (era il 2016)i. Oggi CR7 è anche teoricamente il capitano del Portogallo, condizione che dovrebbe rappresentare un’aggravante per il suo comportamento. Invece potrebbe essere già nuovamente in campo il 14 novembre proprio contro la Danimarca o il 17 novembre contro il Galles. Sempre che – sospensione a parte – sia il ct Jorge Jesus a decidere di mettere fine alla carriera di Ronaldo in Nazionale.
Cristiano Ronaldo ha rinnovato il suo contratto con l’Al Nassr fino al 2027 per una cifra di 178 milioni di sterline, circa 200 milioni di euro, a cui si aggiungono 30 milioni di bonus alla firma. Al compenso previsto dal contratto si aggiungono i premi per i risultati: 93mila euro per ogni gol, 46mila per ogni assist, 10 milioni per la vittoria del campionato, 5 milioni per la Scarpa d’oro e 8 milioni per la conquista della Champions asiatica.
Le sponsorizzazioni con aziende arabe garantiscono altri 70 milioni. L’Al Nassr mette inoltre a disposizione di Ronaldo tre autisti, quattro governanti, due cuochi, tre giardinieri e quattro addetti alla sicurezza. Il calciatore può anche utilizzare un jet privato, con spese coperte dal club fino a 5 milioni.
Considerando stipendio, bonus, sponsorizzazioni e altre attività commerciali, Ronaldo ha superato i 2 miliardi di dollari di guadagni in carriera, diventando il primo atleta ancora in attività a raggiungere questa cifra. Secondo Forbes, il patrimonio netto del portoghese è stimato a giugno 2026 in 1,2 miliardi di dollari.
La rottura tra Cristiano Ronaldo e il ct Jorge Jesus risale alla sfida di Nations League contro la Norvegia: rimasto in panchina dopo essersi riscaldato, CR7 aveva lasciato il campo senza salutare i tifosi. Fallito il tentativo di mediazione del presidente federale Pedro Proença, il giocatore è tornato a casa fuggendo dal ritiro il 30 settembre, alla vigilia della sfida contro la Danimarca.
Il 7 ottobre Ronaldo ha spiegato le proprie ragioni in una lettera, accusando Jesus di aver disatteso due accordi: quello sulla gestione del suo impiego e quello su un successivo chiarimento pubblico. L’allenatore ha ribadito di non dover chiedere scusa a nessuno e ha difeso le proprie decisioni tecniche.
Il portoghese ha però riconosciuto di aver sbagliato ad andarsene, scusandosi con compagni e tifosi. Ancora prima di conoscere la durata della sanzione inflitta, Ronaldo ha dichiarato di accettare le conseguenze del proprio gesto e ha annunciato una o più future partite d’addio.