il Fatto Quotidiano, 20 ottobre 2026
Smartphone, veto della Lega: chiede il tribunale di Bassano
Domani mattina, quando si riunirà la Commissione Giustizia, la maggioranza rischia di rimanere ancora una volta ferma tra le sabbie mobili, incartata tra veti e controveti dopo il referendum sulla riforma della magistratura. In calendario, infatti, c’è il voto degli emendamenti – presentati ormai un anno fa – alla proposta di Forza Italia per limitare il sequestro degli smartphone, su cui gli azzurri e Fratelli d’Italia hanno finalmente raggiunto un’intesa dopo mesi di stallo e una rottura sfiorata. In queste ore, però, a bloccare il provvedimento non sono più i meloniani, ma la Lega: secondo fonti del Carroccio, il partito di Matteo Salvini non vuole dare il via libera se allo stesso tempo non sarà approvato anche il disegno di legge sulla geografia giudiziaria, calendarizzato in Commissione lo stesso giorno. Un provvedimento che serve quasi solo a riaprire il Tribunale di Bassano del Grappa (Vicenza), soppresso nel 2012 dalla riforma Severino insieme ad altri 36 “tribunalini” in nome della spending review.
Il ripristino di Bassano è un obiettivo del sottosegretario alla Giustizia del Carroccio, Andrea Ostellari, e del ministro Carlo Nordio, entrambi originari della zona. In nome del tribunalino veneto, giovedì scorso Ostellari ha fatto slittare una riunione di maggioranza con gli altri sottosegretari e i capigruppo per certificare l’accordo sugli smartphone: senza il “pacchetto” con la geografia giudiziaria non si va avanti, ha messo in chiaro il leghista. La quadra tra Forza Italia e FdI, in teoria, è stata raggiunta: gli azzurri porteranno a casa la stretta sulle regole per sequestrare i telefoni, con la decisione che spetterà al gip nell’ambito di una lunga e complessa procedura, mentre adesso è sufficiente un decreto del pm. I meloniani però otterranno di “salvare” i reati di mafia e terrorismo, per cui resterà in vigore la vecchia disciplina: un modo per rispondere alle preoccupazioni del procuratore nazionale antimafia Gianni Melillo, che in audizione aveva pronosticato un “impatto disastroso” delle nuove norme sulle indagini contro i clan. Su input di FdI sarà aggiunta anche una norma per consentire di usare le chat sequestrate in procedimenti diversi da quelli in cui sono state acquisite: un intervento che Melillo chiedeva anche rispetto alle intercettazioni, ma è stato bloccato in estate dal veto di Forza Italia.
La Lega, però, si sta mettendo di traverso. La proposta per riaprire Bassano, denuncia il Carroccio, è ferma da troppo tempo: il motivo è l’opposizione dei berlusconiani, dovuta al fatto che il nuovo ufficio toglierebbe risorse e personale a Vicenza, feudo del senatore Pierantonio Zanettin. Per superare lo stallo, il deputato azzurro Erik Pretto ha depositato un emendamento che “salva” i comuni dell’Alto Vicentino, lasciandoli sotto il capoluogo; un’altra proposta, firmata dal capogruppo alla Camera Enrico Costa, chiede invece di aggiungere una delega per riaprire altre sedi, in primis Alba (Cuneo) e Lucera (Foggia). Su queste basi si potrebbe trovare l’accordo, ma c’è un problema: secondo fonti parlamentari, il Quirinale ha espresso la sua contrarietà alla riapertura di più tribunali, che sconfesserebbe l’impostazione adottata dal governo Monti nel 2012. Lo stallo sulla giustizia, insomma, non sembra vicino a sbloccarsi.