lastampa.it, 20 ottobre 2026
La bufala della morte di Kim Jong Un
Kim Jong Un sarebbe morto a causa di una grave emorragia cerebrale, ma la notizia è una bufala che si sta diffondendo sui social senza prove attendibili. Nelle ultime ore sono circolate indiscrezioni sul presunto decesso del leader nordcoreano, accompagnate da dettagli su un coma, sull’intervento di medici cinesi e su un presunto dispiegamento militare a Pyongyang. Una ricostruzione sensazionale che, tuttavia, non trova riscontri verificabili.
A diffondere l’indiscrezione è stato Wanjun Xie, dissidente cinese residente negli Stati Uniti, che in un post pubblicato su X ha sostenuto che Kim Jong Un sarebbe morto domenica dopo essere stato colpito da una grave emorragia cerebrale. Secondo il racconto, le sue condizioni sarebbero peggiorate rapidamente fino a provocare un coma. Non sono state però presentate prove concrete in grado di confermare queste affermazioni. La storia comprende anche il presunto invio in Corea del Nord di un’équipe di specialisti del Peking Union Medical College Hospital di Pechino, che sarebbe intervenuta nel tentativo di salvare il leader. Sempre secondo questa versione, i medici non sarebbero riusciti a evitare il decesso.
Anche questo particolare, tuttavia, non è accompagnato da conferme indipendenti. A rendere la ricostruzione ancora più clamorosa è la presunta mobilitazione di circa 9.000 soldati cinesi a Pyongyang. Un’affermazione che aggiunge un elemento militare alla vicenda, ma per la quale non sono disponibili riscontri verificabili sufficienti. Nel frattempo, i media ufficiali nordcoreani hanno diffuso un resoconto di una presunta visita di Kim Jong Un a una fiera dedicata all’abbigliamento e alle calzature. Secondo l’agenzia KCNA, il leader avrebbe osservato scarpe per bambini e cappotti da donna. Le fotografie pubblicate insieme al resoconto lo mostrerebbero durante quella che viene descritta come una normale attività pubblica. La diffusione degli scatti ha contribuito ad alimentare il dibattito sulla veridicità delle indiscrezioni. Tuttavia, la data delle immagini non è stata verificata autonomamente e non è quindi possibile utilizzarle, da sole, per stabilire con certezza le condizioni attuali del leader.
Il punto centrale resta un altro: la notizia della presunta morte è stata rilanciata senza che emergessero prove attendibili a sostegno. L’emorragia cerebrale, il coma, il tentativo di soccorso e il presunto dispiegamento di truppe non possono essere considerati fatti accertati. La vicenda si inserisce nel fenomeno della diffusione di notizie sensazionalistiche online, particolarmente frequente quando si parla di Paesi caratterizzati da una forte segretezza istituzionale. Nel caso della Corea del Nord, la difficoltà di ottenere informazioni indipendenti può favorire la circolazione di ricostruzioni difficili da verificare, che vengono spesso riprese e amplificate prima di essere sottoposte a controlli rigorosi.