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 2026  ottobre 20 Martedì calendario

Ascesa e disavventure dell’avvocato banchiere Mussari

L’avvocato diventato banchiere, che si innalzò al vertice del più antico istituto di credito al mondo per poi crollare sotto i colpi di un’inchiesta dalla quale è uscito con l’assoluzione, parla di «una follia», «una calunnia». Giuseppe Mussari minaccia querele, è sconvolto dalle accuse che ieri sono arrivate dalla Commissione parlamentare. David Rossi era un amico e collaboratore strettissimo, secondo qualcuno il suo alter ego. «Io il mandante? Agirò giudizialmente contro chi lo dice», si sfoga adesso. «Io non scappo. Mai», dichiara a chi lo ha raggiunto a casa sua, in Calabria.
La sua storia
Le fortune di Mussari hanno inizio nel 2001, quando diventa presidente della Fondazione del Monte dei Paschi. Avvocato nato a Catanzaro da madre senese, si è laureato in Legge nell’Università della città toscana, ha fatto politica nella Fgci ed è un militante dei Ds. La Fondazione è importante, gestisce milioni. Garantisce risorse a tante realtà del territorio e per questo è un grandissimo centro di potere non solo nell’area senese. Il suo presidente a quel tempo viene scelto dal Comune e dalla Provincia. Mussari, molto stimato e fuori dalle varie correnti dei Democratici di Sinistra, sconfigge la concorrenza del potente ex sindaco di Siena Pierluigi Piccini, nome più divisivo a quel tempo, e viene nominato. Ma è un altro accordo a dargli l’incarico più importante della sua vita. Tocca alla Fondazione indicare il presidente della banca e dopo cinque anni, nel 2006, per il ruolo viene scelto proprio l’avvocato calabrese. Il suo nome passa anche grazie al via libera della Margherita, rappresentata nella Fondazione dal vicepresidente Gabriello Mancini, che diventa presidente.
La presidenza di Mps
Mussari si mette alla guida di Mps in un periodo di grande passaggio per le banche, è iniziata l’era dell’ingegneria finanziaria, dei derivati. Sembra anche un periodo di vacche grasse, ci sono tanti rappresentanti della grande industria italiana tra i clienti del Monte, che vive un periodo di splendore. L’avvocato si lancia in un’operazione ambiziosa, che ottiene il via libera di Bankitalia, guidata in quel periodo da Mario Draghi: l’acquisto di Antonveneta. Ma è il 2007 e nel mondo sta per esplodere la grande crisi finanziaria. Il 15 settembre 2008, la banca d’affari statunitense Lehman Brothers dichiara bancarotta. Anche Mps, che ha tanto credito deteriorato, va in crisi. In più l’operazione di acquisto di Antonveneta è stata molto gravosa, e il Monte si è esposto a rischi finanziari, facendo anche ricorso a due derivati e cioè Alexandria, collegato alla banca giapponese Nomura, e Santorini, con la Deutsche Bank. Praticamente ha anticipato flussi di cassa scambiando cedole fisse su 3 miliardi di euro di Btp con cedole variabili legate a contratti derivati futuri. L’esplosione della crisi finanziaria aumenta esponenzialmente le perdite e i rischi delle operazioni. Il Monte va in crisi e Mussari nel 2012 lascia. Al suo posto, per risanare la banca, arrivano Alessandro Profumo, presidente, e Fabrizio Viola, amministratore delegato.
Gli altri incarichi
L’avvocato calabrese dal 2010 è anche presidente di Abi, l’Associazione bancaria italiana, e si dimette dall’incarico il 22 febbraio 2013, quando finisce sotto inchiesta per la vicenda dei derivati. Lo accusano di reati come ostacolo alle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza, falso in bilancio, aggiotaggio e truffa. Pochi giorni dopo, il 6 marzo, muore David Rossi.
La vicenda giudiziaria
A Mussari ci vorranno dieci anni per uscire senza alcuna macchia dalla vicenda giudiziaria. Dopo una condanna in primo grado del Tribunale di Milano nel 2019, nel 2022 arriva l’assoluzione della Corte di Appello della città lombarda, e poi quella definitiva, in Corte di Cassazione, l’11 ottobre del 2023. Già nel 2017, intanto, Mussari ha scelto di tornare a vivere in Calabria, dove fa l’avvocato penalista, e dove adesso viene raggiunto da una nuova accusa, questa volta non avanzata da un organo giudiziario, ma da una commissione parlamentare.