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 2026  ottobre 20 Martedì calendario

La crociata di Burnham contro il rumore nei vagoni dei treni

«Possiamo parlare di una delle cose più fastidiose sui trasporti pubblici?» Il milione di follower del premier Andy Burnham su Instagram – così come gli 800 mila su TikTok e i 900 mila su Facebook – non hanno forse bisogno di ascoltare la parte conclusiva del discorso per identificare la nuova crociata del primo ministro laburista che, con un’iniziativa che si colloca nell’immagine di un leader che ascolta e che agisce anche sulle piccole cose, scende in campo contro chi su treni, metropolitane e autobus ascolta musica o video senza le cuffie. 
«Ci siamo passati tutti. Siamo su un treno, vorremmo lavorare o leggere, oppure abbiamo appena fatto addormentare il bambino ed ecco che...» E allora basta. «I trasporti pubblici sono di tutti. Facciamo in modo che funzionino per tutti». Una campagna di informazione lungo la rete ferroviaria – «Condividiamo il vagone, non il rumore» lo slogan su poster, volantini e social – e nuovi poteri anche sugli autobus per imporre una multa di 100 sterline, circa 120 euro, ai recidivi così come a chi sui trasporti usa sigarette elettroniche o butta cartacce e spazzatura per terra o sui sedili. 
Regno Unito, la crociata del premier Burnham contro chi ascolta musica o video senza cuffie sui trasporti pubblici
«È una cosa semplice che però migliorerà gli spostamenti per tutti noi», ha spiegato Burnham, che sulla capacità di comunicare direttamente con l’elettorato sta costruendo le basi per l’efficacia e i consensi del suo governo, tanto che ai social affida almeno un messaggio al giorno su argomenti che vanno dall’intervento su negozi ed edifici vuoti al fatto che la laurea non sia necessariamente il percorso ideale per tutti. 
Il problema di comportamenti poco educati e antisociali, e in particolare del volume alto su cellulari e tablet in spazi pubblici, unisce il 60% del paese ed è una tematica sulla quale si sono espressi diversi politici, dai liberal democratici di Ed Davey al sindaco di Londra Sadiq Khan.