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 2026  ottobre 20 Martedì calendario

Israele, la tv pro Netanyahu: Eisenkot? Una scimmia

Ha provato a spiegare che intendeva «scimmia» come lo intendono nel loro gergo i criminali: pupazzo, prestanome. Alla parola in ebraico aveva però fatto seguire l’origine di Gadi Eisenkot: «È un mizrahi». E il riferimento di Yinon Magalk agli ebrei immigrati in Israele dai Paesi arabi ha rafforzato l’insulto. Che l’ex capo di Stato Maggiore, e principale avversario di Benjamin Netanyahu alle elezioni da qui a una settimana, ha preso sul piano zoologico.
Magal si considera un patriota, com’è intitolato al plurale il suo programma: per lui significa fare da megafono propagandista al primo ministro assieme agli ospiti che dibattono sul Canale 14, considerata l’emittente controllata da Bibi e dai suoi. Il giornalista – il cui livello degli attacchi è alto quanto quello delle urla nello studio – ha denigrato l’ex generale come una «marionetta» manovrata dagli ashkenaziti (arrivati qua soprattutto dall’Europa centrale e orientale), per questo gli avrebbero permesso di scalare i vertici delle forze armate, ha speculato.
«I sostenitori di Bibi non possono perdonargli di essere al 100 per cento marocchino», commenta Yossi Verter sul quotidiano Haaretz. «Lo temono proprio perché la sua vicenda personale dà lustro a tutta Israele». La condanna di Netanyahu è arrivata tardi e a metà: il premier ha chiesto che anche nel partito di Eisenkot la piantino di bollare i sostenitori del Likud come «babbuini»: la base del partito è composta soprattutto da mizrahim.
Se vincesse le elezioni e – più difficile – riuscisse a mettere insieme la maggioranza, Eisenkot sarebbe il primo mizrahi nella Storia del Paese a diventare capo del governo. Proprio Netanyahu in questi anni ha sfruttato il risentimento di questi gruppi spesso lasciati alla periferia, geografica e politica. Netanyahu ha costruito le campagne con messaggi contro le élite israeliane, nonostante ne faccia parte da sempre.
Quello che all’esordio in politica era sembrato la speranza dell’opposizione per scalzare Bibi da un ventennio al potere si è invece ritirato ieri dalla corsa, perché, secondo i sondaggi la sua formazione Blu e Bianco non conquisterebbe neppure un seggio. Se gli altri candidati seguiranno la scelta di Benny Gantz – anche lui un ex capo di Stato Maggiore – la mossa potrebbe avvantaggiare Eisenkot: a lui andrebbero quei voti del centro moderato.