Corriere della Sera, 20 ottobre 2026
Manovra, vertice di maggioranza. Il testo slitta per la trattativa con l’Ue
Il disegno di legge di bilancio non andrà in consiglio dei ministri oggi, anche perché il termine del 20 ottobre non è perentorio. «Slitterà di qualche giorno», è trapelato dopo il vertice di maggioranza, ieri sera, a Palazzo Chigi. Un piccolo rinvio, forse a mercoledì 28, per aspettare le risposte da Bruxelles alle richieste italiane di maggiore flessibilità sulla regola Ue della spesa. Per questo, si è trattato di un vertice «interlocutorio» (ce ne sarà un altro), anche se alcune indicazioni sono arrivate dalla stessa premier Giorgia Meloni, che avrebbe «congelato» per il momento l’ipotesi – per lungo tempo accreditata dal governo – di un aumento del secondo scaglione dell’Irpef (quello con l’aliquota del 33%) fino a 60 mila euro di reddito, e avrebbe invece fatto sua la scelta di chiedere a banche e assicurazioni 5 miliardi per finanziare la manovra da 23,5 miliardi per il 2027, invitando il vicepremier Matteo Salvini ad abbassare i toni, evitando di insistere sull’accusa di extraprofitti. Il tema è stato fortemente dibattuto. Forza Italia resta contraria a interventi non concordati con i destinatari. E anche Meloni avrebbe invitato a negoziare bene la misura.
Il valore del disegno di legge di Bilancio potrebbe salire verso i 25-30 miliardi, se dalla commissione Ue arriveranno aperture. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha però già chiarito che l’eventuale spesa in più dovrà essere coperta. In deficit, quindi, si potranno spendere solo i 14,4 miliardi che la Ue ha già concesso all’Italia per i capitoli energia e difesa.
I piatti forti della manovra riguarderanno la famiglia e la spesa sociale, con almeno 5 miliardi per sostenere la natalità e il potere d’acquisto, in particolare dei giovani (flat tax). Altri 3,5 miliardi verranno destinati alle imprese per Transizione 5.0, ovvero la proroga e forse il rafforzamento dell’iperammortamento per gli investimenti in innovazione tecnologica (AI compresa). E prende quota anche l’agevolazione fiscale, sulla quale insiste Confindustria, per favorire la crescita dimensionale delle aziende. Poi ci sono appunto gli interventi in deficit: 7,2 miliardi per l’energia – con l’obiettivo di ridurre il consumo di fonti fossili e aumentare la produzione di elettricità da rinnovabili – e 7,2 miliardi per la difesa (personale e ammodernamento dei sistemi d’arma, droni e cybersicurezza inclusi).
Restano da sciogliere almeno due nodi importanti: pensioni e flat tax per gli autonomi. La Lega chiede la facoltà di andare in pensione a 64 anni (col calcolo contributivo) anche per chi ha cominciato a lavorare prima del 1996, e vuole estendere la tassa piatta del 15% sulle partite Iva fino a 100 mila euro (ma serve l’ok della Ue). Ci sono poi le richieste di Forza Italia: via il bollo per tutti i veicoli e no tax area per gli under 35. E quelle di Noi moderati, a partire dalla cedolare secca sugli affitti lunghi. Le coperture della manovra verranno – oltre che da banche e assicurazioni – da 1,2 miliardi di tagli alle spese dei ministeri e da circa 750 milioni dal settore dei giochi.