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 2026  ottobre 20 Martedì calendario

Il Papa telefona al leader ucraino: «Tregua a Oleshky, la città affamata»

Venerdì ne aveva parlato al presidente russo Vladimir Putin dalla stanza d’ospedale del Gemelli, tre giorni dopo l’operazione per rimuovere un tumore al polmone. Tornato nel frattempo in Vaticano, Leone XIV ha avuto un altro colloquio telefonico, stavolta con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, per la stessa ragione: «Nel corso della conversazione, il Santo Padre ha richiamato la grave situazione nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, facendo riferimento alla richiesta di una tregua umanitaria già presentata al presidente della Federazione russa», fa sapere la Santa Sede.
Sulla riva sinistra del fiume Dnipro, Oleshky fu occupata dai russi nel primo giorno dell’invasione, il 24 febbraio 2022. Kherson dista nove chilometri ed è controllata dagli ucraini. I due eserciti si bombardano con i droni, i campi intorno sono minati, duemila abitanti di Oleshky sono bloccati in città e ridotti alla fame. Russi e ucraini attribuiscono l’un l’altro la responsabilità della crisi.
Il Papa aveva espresso «viva preoccupazione» a Putin. Rivolto a Zelensky, ha auspicato che «la collaborazione di entrambe le parti» possa consentire ciò che aveva chiesto anche al presidente russo: «L’arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile». Leone aveva già parlato a Putin l’anno scorso, con Zelensky si erano sentiti due volte e in tre occasioni è stato ricevuto in udienza.
A settembre il cardinale Matteo Zuppi era andato a Mosca per chiedere un «corridoio umanitario». Favorire accordi simili, si dice Oltretevere, può preparare il terreno a una soluzione diplomatica. La nota vaticana su Zelensky si conclude con le stesse parole scelte per Putin: «Il Santo Padre ha ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace».