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 2026  ottobre 19 Lunedì calendario

Kim Jong Un ha uno yacht di 80 metri con una piscina di 50

Una piscina di 50 metri lungo il ponte, un gruppo di scivoli a un’estremità, uno scafo di 80 metri. Non è la pubblicità di un resort di Dubai, ma una nave che da luglio a metà ottobre è stata avvistata più volte dai satelliti al largo di Wonsan, sulla costa orientale della Corea del Nord, a due passi dalla villa del leader Kim Jong Un. Dopo mesi in un deposito di manutenzione, all’inizio di luglio è stata portata nelle acque davanti alla penisola di Kalma. Non è sola: la BBC, analizzando le immagini, ha seguito quattro unità, da 50, 55, 60 e 80 metri, tutte tornate ripetutamente accanto alla residenza.
La più grande è anche la più attiva: dal molo si è spostata verso Kalma, dove si trova da luglio. Le due intermedie sono state viste fino a fine agosto vicino alle isole di Tae e Sin, quella da 60 metri fino alla scorsa settimana. Secondo l’esperto di immagini satellitari Jeong Seong-hak, le più piccole trasportano persone, carburante e provviste verso la nave maggiore, mentre isolette come Tae e Sin offrono «rifugi marittimi appartati dove è possibile mantenere la privacy lontano da occhi indiscreti». Gli spostamenti, inoltre, coincidono con le interruzioni nelle apparizioni pubbliche di Kim: attività che altrimenti resterebbero nascoste.
Pyongyang non ha mai rivelato a chi appartengano le imbarcazioni. Ma ex funzionari, disertori ed esperti concordano: sarebbe difficile per chiunque non abbia legami con il vertice del regime possedere o usare liberamente barche di queste dimensioni. «D’inverno le tenevano al cantiere navale. Con l’arrivo dell’estate, le tiravano fuori e le spostavano verso la villa di Kim Jong Un o verso Kalma, e le usavano per nuotare e per svago», racconta Ri Jong Ho, ex funzionario dell’Ufficio 39 del Partito dei Lavoratori, ritenuto responsabile della raccolta e della gestione della valuta estera per la dirigenza.
Il rifugio di famiglia a Wonsan
La storia, del resto, è di famiglia. Wonsan è il luogo in cui Kim Jong Un avrebbe trascorso parte dell’infanzia con la madre, secondo biografi e rapporti d’intelligence, ed è associata ai Kim fin dai tempi di Kim Jong Il. Un disertore, per tredici anni guardiano delle residenze del vecchio leader tra gli anni Novanta e i primi Duemila, ricorda che le ville attorno alla città servivano da rifugio all’élite e di aver visto, d’estate, decine di bambini e adolescenti praticare sci nautico. Un’analisi della BBC su immagini storiche ha individuato a Wonsan, nel 2002, una grande nave con le stesse caratteristiche distintive. Nel 2013 anche l’ex stella dell’Nba Dennis Rodman, ospite di Kim, raccontò al Sun di jet-ski, cavalli e di un’imbarcazione di 60 metri, a metà tra un traghetto e una barca Disney. Quanto valgano questi mezzi non è dato sapere, ma yacht di lusso comparabili costano da decine di milioni a oltre 100 milioni di dollari.
Il contrasto
Il contrasto con il resto del Paese è brutale. Un rapporto Onu del 2025 parla di «violazioni sistematiche, diffuse e gravi dei diritti umani», controllo statale totale, lavoro forzato generalizzato e carenze alimentari croniche che lasciano circa il 40% della popolazione malnutrito. Il Pil pro capite, circa 667 dollari nel 2024 secondo le Nazioni Unite, è una frazione dei 36.227 della Corea del Sud. Il resort Wonsan Kalma, inaugurato a luglio 2025, accoglie turisti russi ed è aperto anche ai nordcoreani: un pacchetto di quattro notti sarebbe offerto a circa 100 dollari, somma considerevole per i più. Le ferie di 14 giorni previste per legge sono raramente rispettate, e per spostarsi oltre la propria città o provincia serve un’autorizzazione ufficiale.
Così, d’estate, il mare di Wonsan si divide in due. Da una parte la baia dove gli scafi bianchi scivolano al largo, tra le isole che custodiscono la privacy di una famiglia; dall’altra la riva dove qualcuno, forse, riesce a ritagliarsi un weekend con un permesso in tasca. Sulla propaganda, il «leader supremo» mette sempre la nazione al primo posto. Ma per Ri Jong Ho il quadro è un altro: «Kim Jong Un dovrebbe essere il leader del popolo, eppure possiede quattro yacht di lusso come questi, mentre la gente comune fatica persino a procurarsi un pasto al giorno». E mentre dal cielo i satelliti contano le scie sull’acqua, a terra c’è chi conta i pasti.