corriere.it, 19 ottobre 2026
Firenze, il marito fa coming out: la moglie gli fa causa per i figli non avuti
Confessa alla moglie di essere gay e di essersi innamorato di un uomo, dopo tanti anni di matrimonio. Lei che aveva cercato di avere un figlio lo cita davanti al tribunale di Pistoia e chiede un indennizzo di 50 mila euro per danni patrimoniali e biologici. Nel frattempo i due divorziano e il giudice prende atto che «è cessata la materia del contendere».
Ma prima di arrivare a sentenza, come ha anticipato Repubblica Firenze, i due protagonisti della vicenda hanno raccontato la parabola della storia d’amore in un’aula del tribunale. L’incontro all’estero e l’innamoramento. La complicità che ogni giorno sempre più profonda, nonostante gli impegni di lavoro li tengano spesso distanti. Infine, alla fine degli anni Novanta, il matrimonio e il trasferimento in Toscana.
Da qui in poi le versioni sono diverse.
Lei racconta del suo sogno di diventare madre e di far crescere la famiglia. Un desiderio di maternità frustrato da lui che «manifesta forti resistenze e anche la relazione intima si rivela non soddisfacente».
La donna non si arrende: va all’estero per raccogliere informazioni sul congelamento degli ovuli e sulla preservazione della fertilità. Non tralascia terapie per la stimolazione ovarica, ma senza risultato. Propone al marito anche la fecondazione in vitro, ma lui si rifiuta di donare il proprio seme: «mi ha privato della concreta possibilità di diventare madre».
Ed è stato allora, nel 2019, che il marito confessa di aver conosciuto e di essersi innamorato di un uomo: «Voglio continuare la mia vita con lui», le dice.
La donna è sconvolta. E chiede al tribunale il risarcimento danni perché il compagno non l’avrebbe informata, né prima né durante il matrimonio, della propria omosessualità. Sollecita un indennizzo per i «danni patrimoniali, biologici e non patrimoniali derivanti dalla lesione di diritti inviolabili della propria persona, quali il diritto della famiglia, il diritto alla salute, il diritto alla sessualità e alla procreazione e ciò in ragione della condotta illecita tenuta dal consorte».
L’amara scoperta avrebbe scatenato anche alcune patologie tra cui una sindrome depressiva.
Lui respinge ogni accusa.
Il loro matrimonio era in crisi da molti anni a causa di una relazione che la moglie aveva intrecciato con un altro uomo: per questo vivevano separati. Non solo. «Non potevo essere obbligato – aggiunge – ad avere rapporti sessuali o un figlio».
Ma il giudice non riesce a decidere nel merito, perché i coniugi nel frattempo hanno divorziato.