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 2026  ottobre 19 Lunedì calendario

Genova, i lavoratori dell’ex Ilva occupano l’aeroporto

I lavoratori dell’ex Ilva hanno occupato e bloccato l’aeroporto Cristoforo Colombo di Genova al grido «il governo dov’è?», una protesta che ripete quella già messa in atto nel 2022 dagli operai della Ansaldo.
Le tute blu col coro «Ilva Genova non si chiude» sono entrati nello scalo fino ai controlli di sicurezza e, in questo momento, l’accesso alle partenze è bloccato dagli operai con le felpe della Fiom e i caschetti da lavoro. Il delegato Rsu Armando Palombo ha dichiarato: «L’aeroporto è occupato finché il governo non darà una risposta chiara». E l’incontro tenutosi in prefettura andato male, secondo i sindacati, non ha dato le rassicurazioni auspicate per cui i lavoratori si preparano a passare la notte in aeroporto. 
Anche con l’aeroporto occupato, comunque, le operazioni dello scalo sono proseguite, nonostante qualche difficoltà logistica, almeno fino a quando i lavoratori dell’ex Ilva hanno chiuso anche  il corridoio lasciato aperto in precedenza per consentire ai passeggeri dell’aeroporto Colombo di raggiungere i gate di imbarco. Si sono poi verificati brevi momenti di tensione tra i manifestanti e le persone in attesa di accedere ai banchi di check in. All’aeroporto è arrivato anche lo striscione dei lavoratori di Ericsson (l’azienda ha annunciato 131 licenziamenti, ndr) in solidarietà con i metalmeccanici ex Ilva. 
All’aeroporto di Genova è arrivato anche il governatore della Liguria Marco Bucci che ha incontrato le rappresentanze sindacali dell’ex Ilva di Cornigliano. 
«Genova vuole continuare a lavorare e ha un programma, accettato da Acciaierie d’Italia, per trattare materiale conto terzi in caso di chiusura a Taranto – ha detto Bucci -. L’accordo di mercoledì è in funzione e noi lavoriamo per questo: chiederemo ai commissari di chiarire la situazione».
Riferendosi alla lettera recapitata venerdì con la quale i commissari straordinari hanno annunciato l’aumento della cassa integrazione, Bucci ha spiegato: «Siamo rimasti tutti sorpresi, ma è una mossa parallela per coprire le necessità economiche. C’è però anche un’altra lettera, sempre di venerdì, inviata da Acciaierie d’Italia a Regione e Città Metropolitana per chiedere l’autorizzazione a trattare coils conto terzi: il piano per non fermare lo stabilimento esiste ed è pronto a partire fino al subentro del nuovo acquirente». «Ho già parlato con i commissari sabato – ha concluso Bucci -. Bisogna evitare messaggi controproducenti. Sono fiducioso, ma soprattutto è doveroso trovare una soluzione: faremo tutto il possibile perché la vertenza venga gestita con intelligenza».
Stamani, all’assemblea, erano presenti i parlamentari Pd Valentina Ghio e Alberto Pandolfo: «Siamo stati accanto alle lavoratrici e ai lavoratori per sostenere una mobilitazione che nasce dalla preoccupazione per il futuro occupazionale e industriale del sito di Genova. La lettera dei commissari sulla cassa integrazione, in contraddizione con le rassicurazioni arrivate dal governo, rappresenta un tradimento delle promesse fatte (...). Quanto sta accadendo è vergognoso. Ai lavoratori sono state fatte promesse precise, ma ancora una volta alle parole non seguono i fatti. Il governo ha il dovere di intervenire immediatamente e assumersi fino in fondo le proprie responsabilità (...). Chiediamo che l’azienda torni sui propri passi, ritiri la comunicazione sulla cassa integrazione per Genova e garanzie reali».
Fiom: «Pieno sostegno ai lavoratori ex Ilva»
«Pieno sostegno ai lavoratori in lotta a Genova. C’è stato un incontro nella Prefettura di Genova in cui sono state date garanzie messe in discussione dalla comunicazione di richiesta di cassa integrazione di queste ore. Così si danneggia la credibilità istituzionale del confronto e la fiducia alla base della responsabilità necessaria per affrontare le difficoltà. Chiedo un intervento urgente perché sia ripristinato quanto è già stato garantito dal punto di vista produttivo e occupazionale». Ha detto il segretario generale della Fiom Michele De Palma all’Ansa parlando della protesta dei lavoratori dell’ex Ilva a Genova.
I lavoratori resteranno all’aeroporto di Genova «finché il governo che ha messo i commissari non darà risposte certe», ha detto Armando Palombo, Rsu della Fiom all’ex Ilva di Genova: «Una decisione che arriva a pochi giorni dalle rassicurazioni sulla continuità lavorativa del sito e che alimenta ulteriormente le preoccupazioni per il futuro della fabbrica». Dopo l’incontro in prefettura a Genova, i lavoratori dell’ex Ilva hanno deciso di continuare con la mobilitazione e si preparano a passare la notte in aeroporto. Fanno sapere i sindacati.