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 2026  ottobre 19 Lunedì calendario

Donald benedice Bibi in vista delle elezioni

L’aveva richiesta per settimane, sapeva che sarebbe arrivata ieri. Nel giorno della benedizione di Donald Trump – «Bibi è un grande primo ministro guerriero, deve essere rieletto» – il premier israeliano ha «svelato» al pubblico la sua dottrina bellica, quella che è emersa dopo gli eccidi del 7 ottobre del 2023, tragedia e fallimento militare per cui non si è ancora preso alcuna responsabilità strategica. A poco più di una settimana dalle elezioni, Benjamin Netanyahu tenta di far risalire il suo Likud nei sondaggi: resta per ora il secondo partito, anche se l’opposizione non avrebbe i numeri per la maggioranza. «Bibi è stato essenziale nella lotta all’Iran. E se Israele dovesse avere il leader sbagliato, l’America dovrebbe terminare da sola il lavoro, nel caso il regime non cambi rotta», scrive il presidente americano in una lettera agli israeliani. Netanyahu lo ringrazia e trasforma l’appoggio in uno slogan: «Ascoltatelo e votate per me. Finiremo la missione contro gli ayatollah insie-me». Il sostegno offerto dalla Casa Bianca irrita Gadi Eisenkot, il princi-pale avversario del primo ministro. Non può attac-care frontalmente Trump: «Lo ammiro, ma solo gli israeliani possono scegliere il loro leader». L’ex capo di stato mag-giore ha focalizzato la campagna sulle decisioni sbagliate prese da Netanyahu nei decenni precedenti i massacri di Hamas, fino agli ultimi giorni prima degli assalti. Mentre Bibi prova a spostare l’attenzione con la nuova dottrina sulle offensive di questi tre anni che ha rinominato la «guerra di redenzione» sperando che gli israeliani non vadano alle urne ricordando come la chiamano tutti: la guerra del 7 ottobre.