corriere.it, 18 ottobre 2026
Anthropic cerca le regole per evitare bot «paranoici» o poco competitivi
Come dovrebbero negoziare gli agenti di intelligenza artificiale per conto degli utenti? È questa la domanda a cui sta cercando di rispondere Anthropic, confrontandosi con diversi studi legali per esplorare possibili applicazioni. A rivelarlo è stato il Financial Times, citando diversi ambiti d’applicazione: dalla ricerca di sconti sui prodotti alla gestione delle controversie con il servizio clienti, fino alla negoziazione di offerte di lavoro.
Tra i problemi da risolvere figurano soprattutto la frequenza con cui i bot dovrebbero consultare gli utenti. Nonché il modo in cui valutare gli altri agenti senza diventare «paranoici» o cadere nel «pensiero cospiratorio». Ed ecco che, secondo il quotidiano britannico, una possibile soluzione consiste nell’utilizzare documenti firmati dagli utenti per certificare istruzioni e limiti operativi. Obiettivo: consentire agli agenti di verificare reciprocamente i propri mandati.
Tuttavia, non si tratta di una necessità appena emersa. Anthropic aveva già evidenziato ad aprile la mancanza di regole giuridiche specifiche per queste tipologie di trattative. A sostegno, anche un test condotto dalla stessa azienda a settembre, in cui i dipendenti avevano affidato ai bot uno scambio di libri, mostrando che gli agenti più determinati hanno ottenuto risultati leggermente migliori. Diversamente, quelli più collaborativi hanno invece accettato titoli meno graditi.
Una «tendenza» che, se esercitata in ambito economico, può risultare particolarmente problematica. Anche perché se i sistemi più performanti fossero riservati agli abbonamenti più costosi, potrebbero rafforzare i vantaggi esistenti e ampliare le disparità nel potere contrattuale.