corriere.it, 18 ottobre 2026
Morbillo: in Bangladesh la peggiore epidemia al mondo
Il Bangladesh sta lottando contro la peggiore epidemia di morbillo al mondo in questo momento.
Questa situazione, aggravata da questioni politiche interne e carenze nell’organizzazione di una risposta sanitaria adeguata, è un monito per le altre nazioni, dato che fino poco tempo fa lo stesso Bangladesh rappresentava un esempio di successo in materia di vaccinazioni.
Basta poco
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’UNICEF, l’agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia, stimavano che nel 2024 il Bangladesh avesse raggiunto una copertura vaccinale del 96% per la prima dose e del 93% per la seconda: la copertura necessaria a bloccare la diffusione del morbillo in comunità secondo l’Oms è «almeno» (sottolineiamo la parola) del 95%.
Il programma di vaccinazione nel Paese ha subito un’interruzione nel 2025 e questo (insieme ad altri fattori locali peculiari) ha portato ora a 202.000 casi sospetti da metà marzo 2026 fino al 9 ottobre, con la morte di 1.147 persone (specie tra bambini di meno di 5 anni).
OMS e UNICEF hanno stimato che la copertura vaccinale con la prima dose nel 2025 fosse scesa al 90%, mentre quella con la seconda dose si attestasse all’86%.
Contagioso e pericoloso
Il morbillo è la malattia esantematica più contagiosa: una persona infetta può contagiarne fino a 18. Non ha cura specifica ma una vaccinazione efficace che prevede due dosi di somministrazione: a 12 mesi e 5 anni.
È una malattia potenzialmente molto pericolosa, può avere complicanze nel 30% dei casi. Può causare encefalite (in un bambino su mille) con danni cerebrali e perfino il decesso; otite; polmonite (nel 5% dei casi); convulsioni; panencefalite sclerosante subacuta (la complicanza più grave, una malattia degenerativa fatale del sistema nervoso centrale). Le donne che si infettano durante la gravidanza rischiano di abortire e di partorire pretermine. Il virus può anche cancellare parte della memoria immunitaria accumulata e rendere vulnerabili ad altre infezioni nei mesi o negli anni successivi.
In Usa record di casi nel 2026
Da qui, l’importanza della prevenzione e delle campagne per la vaccinazione.
Un altro Paese alle prese con periodiche epidemie di morbillo negli ultimi anni sono gli Usa, che hanno registrato anche decessi tra bambini piccoli e dove il segretario alla Salute, Robert F. Kennedy Jr., è associato a posizioni scettiche sui vaccini. Uno dei decessi correlati al morbillo quest’anno ha riguardato una donna di 40 anni non vaccinata.
I casi di morbillo negli Stati Uniti hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi 30 anni.
Attualmente si registrano migliaia di casi in tutto il Paese. Sono 4.410 i contagiati nel 2026 secondo i Centers for Disease Control and Prevention (dato aggiornato al 16 ottobre), sono persone non vaccinate nel 96% dei casi. Le età più colpite sono dai 5 anni in su, anche giovani adulti. Nel 2025 i casi totali furono 2.289. Nel 2000 solo 85.
Morbillo: in Bangladesh la peggiore epidemia al mondo.
Ecco perché è un monito anche per l’Italia
Europa e Italia
Secondo gli European Centre for Disease Prevention and Control nel 2025 l’Europa e l’Asia centrale hanno registrato un netto calo dei casi di morbillo rispetto all’anno precedente, ma anche perché il virus ha attraversato negli anni scorsi comunità con coperture vaccinali insufficienti, riducendo temporaneamente il numero di persone suscettibili.
Anche in Italia il morbillo continua a circolare: i casi totali registrati a livello nazionale nei primi 5 mesi del 2026 sono stati superiori a quelli dello stesso periodo del 2025; le coperture vaccinali disponibili per l’anno 2024, invece, indicano che nessuna Regione ha raggiunto la soglia del 95% per la seconda dose di vaccino (secondo la circolare del ministero della Salute, che richiama le Regioni a rafforzare sorveglianza e vaccinazioni, ne abbiamo parlato QUI, ndr).
Dal confronto dei dati relativi ai primi cinque mesi degli anni 2024, 2025 e 2026 (si legge nella circolare) i casi totali confermati a livello nazionale nel 2026 sono stati 472, quindi superiori a quelli del 2025 quando si erano registrati 322 casi, mantenendosi tuttavia al di sotto dei livelli registrati nel 2024 (509).
Nel 2026 la maggior parte dei casi si è verificata tra giovani adulti (15-39 anni): in questa fascia di età il 94,7% risultava non vaccinato.
La copertura vaccinale per la prima dose di vaccino a 24 mesi di età è pari al 94,7%; per la seconda dose è pari all’84,4%, con differenze notevoli da una Regione all’altra.
Rifare il vaccino da adulti?
«Oltre a rafforzare la vaccinazione pediatrica di routine, è fondamentale recuperare la copertura in adolescenti e adulti», scrive il ministero.
Se non si ha memoria di una vaccinazione nell’infanzia o di un contagio con la malattia che offrono immunità duratura, è possibile dosare gli anticorpi di tipo IgG per il morbillo presenti nel sangue attraverso un semplice prelievo, la cui prescrizione può essere richiesta al proprio medico di medicina generale. Se tali anticorpi dovessero risultare assenti o non sufficienti, si può decidere di sottoporsi alla vaccinazione.
In ogni caso è ritenuto sicuro sottoporsi a un’altra dose anche se si sono già ricevute due dosi decenni fa, ma non si hanno documenti o ricordi in merito.
L’esperienza del Bangladesh dimostra la difficoltà di contenere un’epidemia di morbillo quando la copertura vaccinale scende al di sotto del 95% e che prevenire un’epidemia attraverso le vaccinazioni sarebbe più facile, economico e sicuro che rispondere a un’emergenza.