Corriere della Sera, 18 ottobre 2026
Crosetto e Tajani: «Un errore aiutare lo zar»
«Credo che Putin non voglia fermarsi all’Ucraina. Per questo l’Europa è preoccupata e noi, e come Europa e come Nato, ci stiamo preparando. Ci stiamo preparando alla follia, sperando di non doverla mai affrontare, ma preparandoci alla possibilità di una follia da parte della Russia». L’allarme è del ministro della Difesa, Guido Crosetto, che, parlando con la Bbc ha sottolineato che la Russia ha investito molto in armi e soldati e, «se la guerra finisse presto, non saprebbe cosa farne». Crosetto ha inoltre riferito che non ha trovato conferma la notizia, circolata il mese scorso, secondo cui la Russia avrebbe pianificato di lanciare attacchi con droni contro l’Italia, la Francia e la Spagna partendo da navi portacontainer nel Mediterraneo. Tuttavia, gli attacchi informatici, per il ministro riconducibili alla Russia, «sono ormai centinaia ogni singolo giorno» e la risposta dell’Europa è stata «finora troppo debole».
«Non si può vincere una guerra, se non si risponde» ha affermato il ministro. Ma un «errore», per Crosetto, l’avrebbe commesso anche Trump. «Riducendo l’assistenza militare all’Ucraina Donald Trump non sta offrendo a Vladimir Putin una possibilità di vincere la guerra ma inevitabilmente gli dà un vantaggio. Una posizione completamente sbagliata. La pace arriverà quando Putin sarà convinto di essere in una situazione di stallo». Anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, da Capri dove partecipava al convegno dei giovani imprenditori di Confindustria, ha criticato la decisione di Trump: «La revoca delle sanzioni al petrolio russo da parte degli Stati Uniti è un errore: non si devono fare regali alla Russia. La nostra posizione è di continuare a sanzionare la federazione russa per convincerla a sedersi al tavolo della pace con Zelensky e magari con una presenza europea». Quindi il vicepremier ha espresso l’auspicio che l’appello di papa Leone per una tregua venga raccolto da Putin.