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 2026  ottobre 18 Domenica calendario

Trump ferma le sanzioni a Mosca. Raid russi fanno 9 morti e 90 feriti

Trump ha firmato venerdì sera un ordine esecutivo che esenta la Russia dalle nuove sanzioni approvate dal Congresso. La legge – che prende il nome dal senatore Lindsey Graham, scomparso a luglio – sarebbe dovuta entrare in vigore oggi: il presidente ha esercitato la deroga due giorni prima. Il provvedimento era il primo intervento di peso del Congresso contro Mosca dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca: colpiva funzionari russi, compreso Putin, oligarchi e istituzioni finanziarie, la flotta ombra di petroliere e il sistema bancario, e conferiva alla presidenza ampi poteri tariffari su chi continua a commerciare con la Russia, in particolare Cina e India.
Il senatore democratico Richard Blumenthal, coautore della legge, ha accusato Trump di voltare le spalle al Congresso e agli alleati europei. Dalla Duma la deroga è stata accolta invece come una vittoria. L’inviato Kirill Dmitriev l’ha definita «un momento storico». La replica ucraina è stata durissima. Trump «sta alimentando la macchina da guerra russa», ha dichiarato Oleksandr Merezhko, presidente della commissione affari esteri del Parlamento. Zelensky ha rincarato: «La decisione di annullare tutto, di bloccare tutto, mi sembra sbagliata. E sicuramente avvantaggia solo i russi». Poi il presidente ucraino ha fatto riferimento agli attacchi russi notturni – «uno degli attacchi più gravi dall’inizio dell’invasione» —contro 15 impianti energetici, che hanno causato interruzioni di corrente in diverse regioni sottolineando l’impatto della guerra sui civili. L’Europa ha reagito con durezza, senza però alzare i toni. Emmanuel Macron ha definito l’intesa sul diesel russo «inappropriata» e «inefficace». Bruxelles si è limitata a prendere atto. Al Fondo monetario internazionale una dozzina di delegati europei, soprattutto nordici e baltici, ha lasciato la sala quando ha preso la parola il ministro delle Finanze russo Anton Siluanov.
Il nodo che agita le cancellerie è ormai quello dei satelliti. Trump ha negato di aver ordinato le restrizioni all’accesso di Kiev a Starshield, il sistema militare di SpaceX: «Non sono stato io e non credo sia stato Elon», ha dichiarato. Il Telegraph, citando quattro fonti vicine alle discussioni, sostiene il contrario: è stato Elon Musk a proporre le limitazioni e il presidente americano gli ha dato la sua approvazione, aprendo la strada all’implementazione da parte del Pentagono.
Sul campo gli attacchi russi contro l’Ucraina hanno causato nove morti e circa 90 feriti nelle ultime 24 ore. Anche la Russia è stata bersaglio di una massiccia offensiva ucraina. Mosca sostiene di aver abbattuto 610 droni, oltre 100 dei quali diretti verso la capitale. Negli aeroporti moscoviti più di 350 voli sono stati cancellati o hanno subito ritardi. Nella regione di Belgorod una donna è morta in un attacco con droni. Il capo delle forze armate russe, Valery Gerasimov, ha rivendicato la conquista, dal primo settembre, di oltre 1.800 chilometri quadrati di territorio ucraino e di 92 centri abitati. Lo stato maggiore ucraino ha smentito: dall’inizio dell’autunno, sostiene Kiev, è stata l’Ucraina a guadagnare più terreno di quanto ne abbia perso il nemico mentre prosegue l’Operazione Vivaldi, la controffensiva lanciata da Kiev per bloccare l’assalto russo nel Donetsk. Dal canto suo, Vladimir Putin ha annunciato in uniforme militare, da un posto di comando tattico, la creazione di una «zona di sicurezza» all’interno dell’Ucraina lungo il confine. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ne ha indicato l’estensione in 660 chilometri, di cui il 70% già sotto controllo russo, senza precisare la profondità della fascia. Intanto la guerra deborda ancora una volta i confini ucraini. Il ministro della Difesa rumeno, Radu Miruta, ha annunciato che due droni sono stati intercettati e abbattuti da due F-16 sul Mar Nero vicino a Costanza, «subito dopo essere entrati illegalmente» nello spazio aereo del Paese.