Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  ottobre 18 Domenica calendario

L’abbraccio tra Conte e Schlein: «Ci sentiamo 8 volte al giorno»

Il raffreddore è passato. Elly Schlein e Giuseppe Conte, proprio all’ultimo secondo della manifestazione della Cgil, si sono visti e abbracciati, ieri pomeriggio in piazza del Popolo, guancia a guancia, quando ormai l’incontro tra i due sembrava saltato (Conte tutto il tempo in mezzo ai militanti, Schlein sotto il palco ad applaudire Maurizio Landini) e i cronisti si preparavano già a trattare «il caso». Come la settimana scorsa, quando il contatto stretto tra la segretaria dem e il leader M5S, ospiti della LegaCoop a Milano, era mancato («Siamo raffreddati», proprio così si erano giustificati entrambi), dando subito spazio a retroscena fantasiosi sul futuro del Campo Largo e il destino delle primarie del centrosinistra.
«Voi cercate sempre le polemiche, ma io e lei ci sentiamo al telefono 8 volte al giorno e io oggi ho preso pure dosi massicce di paracetamolo...», ha detto Conte scherzando coi cronisti, dopo aver abbracciato ad abundantiam anche Nicola Fratoianni e salutato Angelo Bonelli, l’altro leader di Avs, che aveva in testa il caschetto rosso regalo della Fiom di Lucca. «Anch’io ormai sono guarita, ma il raffreddore è girato tanto eh?», si schermiva Elly Schein sotto al palco della Cgil. «É stata lei ad attaccarmi l’influenza – confermava lo stesso Bonelli —. Ora però siamo tutti immunizzati e si può dire, sebbene la parola non ci piaccia molto, che il Campo Largo condivide anche il virus...».
Nessun caso, dunque. Conte è rimasto in piazza fino alla fine insieme con i militanti del Movimento 5 Stelle che gli chiedevano, soprattutto, di tenere fuori l’inviso Matteo Renzi, il leader di Italia Viva, dalla coalizione per le Politiche e di «sbrigarsi col programma» comune da mettere a punto insieme agli alleati. Solo all’ultimo, il leader M5S si è appalesato nel recinto del sottopalco per il saluto con gli alleati e la foto finale. Tanto che la segretaria dem dopo tanta attesa era sembrata perfino sul punto di andarsene, un po’ scocciata, senza aspettarlo oltre.
«Ci ripetono tutti: “State uniti!” – la testimonianza di Bonelli, che si è fatto a piedi il corteo partito da piazza della Repubblica —. E noi mettendo da parte i tatticismi vedrete che non li deluderemo».
Schlein, da parte sua, che alla fine del comizio di Landini si è messa a cantare insieme alla folla «Bella ciao», ha applaudito a scena aperta il discorso del segretario generale della Cgil, specie quando ha citato Papa Leone e la sua «pace disarmata e disarmante» attaccando il governo Meloni e «i 14 miliardi per le armi». Forse una risposta indiretta, quell’applauso così plateale, a chi l’accusa di non essersi abbastanza esposta finora, rispetto a Conte, sul no al riarmo e alle armi all’Ucraina. Andando via, dopo aver abbracciato anche il sindaco Roberto Gualtieri, Schlein ha confessato infine qual è la sua vera speranza: «Ho ritrovato in questa piazza – ha detto – lo spirito che ci portò a vincere a marzo il referendum sulla giustizia, con tutti quei No».