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 2026  ottobre 18 Domenica calendario

La Francia ostaggio dei «casseur»

I teppisti attaccano un concessionario Kawasaki a due passi da place de la République, il cuore della sommossa a Parigi. Sfondano le vetrine, la porta, danno fuoco alle moto, poi ammucchiano dentro il negozio qualsiasi cosa trovino, cartoni, stracci, pezzi di legno, e appiccano il fuoco. Le fiamme prendono subito, il fumo nero esce dalla vetrina, ai piani superiori abitano decine di persone, qualcuno chiude le finestre, altri chiedono aiuto. Dopo pochissimi minuti un camion dei pompieri si fa largo in boulevard de Magenta tra manifestanti e casseur per spegnere l’incendio prima che minacci gli appartamenti, ma un ragazzo vestito di nero con il volto coperto si mette a braccia aperte in mezzo alla strada: non vuole fare passare i pompieri. Il camion rosso inchioda per non investirlo, poi prova ad avanzare, ma il ragazzo colpisce furiosamente il parabrezza, altri corrono ad aiutarlo, i pompieri sono costretti a fare marcia indietro. Poco dopo i vigili del fuoco riusciranno finalmente a raggiungere il palazzo e a salvare gli abitanti, ma questa scena di follia è solo una delle tante di una giornata di violenze urbane che non ha precedenti in Francia, che pure è abituata da anni a proteste e scontri di piazza.
Era tutto previsto. La convergenza delle lotte, i cortei pacifici da una parte, i black bloc dall’altra, le distruzioni, le provocazioni, la polizia in affanno e i feriti. Tutto previsto, tranne le dimensioni dei cortei e l’intensità della violenza, nella Francia intera. La sensazione è che si sia passati a un livello superiore di rabbia sociale. Quattrocento arrestati solo a Parigi, decine di feriti in tutto il Paese, a Saint-Etienne un altro ragazzo (dopo quello di Lens) amputato di una mano da una granata della polizia.
Ottocentomila persone secondo i sindacati, 550 mila secondo le autorità, per una manifestazione nata un po’ per caso a inizio settembre, quando sui social sono apparsi appelli al ritorno dei gilet gialli: appuntamento a sabato 17 ottobre per una giornata di lotta contro il carovita, come nel 2018 quando nelle rotatorie di provincia e poi nel cuore di Parigi la gente protestava contro il diesel a 1,5 euro. Oggi sfiora il diesel sfiora i 2,5, e nelle ultime settimane intanto si è aggiunta la rivolta dei liceali e degli universitari, che ha alimentato la protesta e la tensione fino all’esplosione generale di ieri.
A Marsiglia i casseur hanno dato l’assalto a un commissariato usando anche una pistola lanciarazzi, poi hanno invaso il municipio e spaccato tutto quel che potevano compresa una statua di Marianna simbolo della République, scrivendo sui muri la A cerchiata anarchica e la sigla universale anti-polizia Acab.
Il sindaco socialista Benoît Payan è sconvolto, «i manifestanti hanno rivendicazioni legittime ma questi non sono manifestanti, sono delinquenti, e mi domando come sia possibile che il municipio non fosse protetto. Ho chiamato Macron, i rinforzi stanno arrivando». La polizia è sembrata sul punto di essere sopraffatta ovunque. Sempre a Marsiglia gli agenti cercano di fermare i casseur che però sono troppi e troppo furibondi, allora i poliziotti risalgono sulle camionette e cercano di scappare ma la strada è bloccata, e i teppisti allora danno l’assalto, agguantano i pali dei cartelli stradali e cercano di sfondare le macchine con i poliziotti asserragliati dentro. La ritirata alla fine riesce, i black bloc esultano, la piazza è loro. A Limoges incendiato il municipio, a Lione decine di persone vestite di nero con gli striscioni «Free Gaza» danno l’assalto all’ufficio del turismo e gli danno fuoco, a Bordeaux le autorità schierano l’unità di élite Raid (quella degli attentati di Parigi) dopo l’incendio della prefettura e i saccheggi di Louis Vuitton e Apple Store.
A Parigi place de la République è abbandonata per ore nelle mani dei violenti dell’«ultrasinistra», così li definisce il premier Sébastien Lecornu. Tutti i negozi sono saccheggiati (dal McDonald’s al grande magazzino Intersport), nel delirio le persone si accalcano come formiche per arraffare qualcosa prima che non rimanga più niente. Alla statua della Repubblica viene messo un enorme gilet giallo, poi entrano in azione i cannoni ad acqua.
In rue de Rivoli la scena surreale di turisti che passeggiano vicino ai teppisti, il caos ormai fa parte delle attrazioni assieme a Tour Eiffel e Louvre. Sui muri la scritta plus de fric moins de flic (più soldi meno poliziotti) accanto alle auto in fiamme e i ragazzi che si fanno i selfie. Il fumo nero oscura il cielo mentre la folla si dirige verso l’Eliseo, dove Emmanuel Macron, che la sera prima ballava con Brigitte al concerto di Céline Dion, è in contatto con l’unità di crisi.