Corriere della Sera, 18 ottobre 2026
I coloni attaccano diplomatici europei negli uliveti di Taybeh
In sella ai loro quad, prima hanno sbarrato la strada. Poi hanno circondato le auto, e hanno cominciato a lanciare le pietre. Dentro, c’erano il console generale del Belgio, diplomatici francesi e polacchi, alcuni religiosi cattolici. Fuori, i coloni. Un finestrino è andato in frantumi e Bernard Baudoux, sindaco della città francese di Aulnoye-Aymeries, è finito sotto i colpi. È successo alle porte di Taybeh, villaggio cristiano della Cisgiordania, dove la delegazione europea era venuta per stare accanto ai contadini palestinesi che in queste settimane provano a raccogliere le olive con un occhio ai rami e l’altro alle colline dove spuntano gli avamposti degli estremisti. «Se i coloni si comportano così è perché c’è tolleranza da parte del governo israeliano», ha detto Baudoux. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha chiesto di arrestare i responsabili e il belga Maxime Prévot ha promesso di chiedere nuove sanzioni all’Ue. La polizia israeliana ha aperto un’indagine. Il giorno prima, a nord di Ramallah, era toccato a una fotoreporter americana. Ma per i palestinesi non è nulla di nuovo. Dall’inizio di ottobre gli attacchi documentati sono trecento, e la raccolta, che un tempo era una festa di famiglia, è diventata una corsa contro il tempo e contro i «ragazzi delle colline». A Kafr Malek l’alba ha restituito una ventina di pecore uccise. A Deir Jarir i contadini sono stati cacciati dai campi a colpi di fucile, sotto gli occhi dei soldati. Netanyahu solleva dubbi sull’attacco ai diplomatici e dice «indaghiamo». Il 27 ottobre si va alle urne, e, alla fine, anche i coloni votano.