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 2026  ottobre 16 Venerdì calendario

Trump licenzia la sua portavoce dopo 5 giorni

A soli 5 giorni giorni dal suo debutto dal palco della sala stampa della Casa Bianca, Donald Trump silura la nuova portavoce Katie Zacharia, battendo il record precedente di Anthony Scaramucci, durato solo 10 giorni nell’incarico durante il primo mandato del presidente. La sua uscita va anche ad allungare la lista delle donne cacciate da Trump da ruoli di prestigio nell’amministrazione, che include da Pam Bondi a Kristi Noem.
Zacharia aveva assunto ufficialmente l’incarico lunedì, dopo che Trump aveva annunciato orgogliosamente la sua nomina su Truth alla fine della scorsa settimana. Nel corso del suo primo briefing martedì, uno dei più brevi della storia, Zacharia non aveva brillato e si era attirata molte critiche per non essere adeguatamente preparata.
Il colpo definito, però, è arrivato quando è emerso che non aveva superato l’esame per diventare avvocato pur presentandosi come tale. La bufera l’ha travolta, irritando il presidente. «Dovrebbe riconsiderare l’incarico. Se fossi in lei ci penserei due volte», ha detto il tycoon poco prima che i media americani rivelassero il suo licenziamento. La nomina di Zacharia aveva suscitato non poche perplessità all’interno della Casa Bianca. Trump l’aveva scelta senza consultarsi con la capa di gabinetto, scavalcandola e alimentando i rumors su una possibile uscita di Susie Wiles dopo le elezioni di metà mandato.
Al momento, Wiles non ha manifestato alcuna intenzione di lasciare il suo incarico ma la battaglia per prendere il suo posto dopo le midterm e la possibile vittoria dei democratici è già partita fra liti e faide che stanno creando non pochi problemi all’interno della Casa Bianca. Gli aspiranti al suo incarico sono molti, incluso il suo vice Stephen Miller, l’architetto della stretta sui migranti fiore all’occhiello di Trump. Ad agitare l’amministrazione è anche la lite in corso fra Alina Habba Mildon e Richard Grenell, due stretti alleati di Trump coinvolti in un’accesa disputa che affonda le radici nella battaglia per accaparrarsi una parte del bottino in Venezuela. 
Il colloquio con Trump
A raccontare gli ultimi sviluppi è stato lo stesso presidente americano. Venerdì, parlando con i giornalisti sul prato meridionale della Casa Bianca, prima di partire a bordo del Marine One, Trump ha spiegato di aver affrontato la questione con Zacharia pochi istanti prima di incontrare la stampa. «Non devi farlo se non vuoi… Penso che dovresti ripensarci», avrebbe detto alla portavoce, secondo il resoconto di Fox News. Il presidente ha poi ammesso che forse l’incarico «non fa per lei». Il tycoon ha anche sostenuto che la donna sia stata sottoposta a forti attacchi da parte dei media.
Il debutto difficile 
Zacharia era stata nominata il 9 ottobre e aveva tenuto il suo primo briefing ufficiale il 13 ottobre. La conferenza stampa, durata circa 14 minuti, si era conclusa dopo appena tre domande dei giornalisti, alimentando le critiche sulla sua preparazione e sulla gestione del confronto con i media. Durante l’incontro non erano mancati alcuni inciampi verbali. In un passaggio, la portavoce aveva indicato per errore il marito come «il mio presidente», prima di correggersi. Intervenendo giovedì sera alla trasmissione statunitense Hannity, Zacharia ha difeso il proprio operato, sottolineando il poco tempo avuto per prepararsi. «Quello che sento è di essermi fatta avanti con pochissimo tempo per prepararmi», ha dichiarato, spiegando di essere stata al lavoro da meno di otto ore e di aver ricevuto il materiale preparatorio soltanto quella mattina. 
Le polemiche sulle qualifiche 
Alle difficoltà del debutto si sono aggiunte le domande sulle credenziali legali della portavoce. Durante l’intervista televisiva, Zacharia ha riconosciuto di non aver superato l’esame di abilitazione e di non aver mai ottenuto una licenza per esercitare la professione forense negli Stati Uniti. La stessa collaboratrice ha spiegato di essersi preiscritta all’esame, ma di aver saputo durante l’estate che avrebbe vissuto in Cina e che, di conseguenza, il risultato non avrebbe avuto conseguenze pratiche. Ha aggiunto di essersi comunque presentata alla prova per evitare che la sua posizione risultasse come un ritiro. La questione ha attirato ulteriore attenzione perché, al momento dell’annuncio della nomina, Trump l’aveva descritta come un’avvocata. Le polemiche sulle qualifiche si sono così sommate alle critiche per la prima conferenza stampa, aumentando la pressione sulla nuova (ma già vecchia) portavoce.