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 2026  ottobre 16 Venerdì calendario

Massimo Bochicchio, il tesoro segreto del broker

Una parte del tesoro di Massimo Bochicchio è stata sequestrata. Due appartamenti a Miami e Londra, quote di otto società italiane ed estere, orologi di lusso, gioielli e opere d’arte attribuite ad Andy Warhol, Mario Schifano e Giacomo Balla. Un patrimonio da oltre nove milioni di euro che la Guardia di finanza di Roma ha sequestrato agli eredi del broker finanziario Massimo Bochicchio, morto nel giugno 2022 in un incidente stradale, dopo aver truffato mister Antonio Conte, l’ex calciatore Patrice Evra, l’attaccante Stephan El Shaarawy, i procuratori sportivi Federico Pastorello e Luca Bascherini e altre decine di persone.
Finito a processo, Bochicchio non è stato giudicato perché è morto appena 24 ore prima che il suo ultimo bluff venisse smascherato. Aveva detto di essere capace di restituire ogni cosa e che il denaro era in un fondo, in realtà a secco.
I beni erano stati dirottati altrove. In parte trovati dagli investigatori nelle scorse stagioni. Sarebbero il frutto di una truffa milionaria costruita nell’arco di oltre vent’anni, ai danni di calciatori, procuratori sportivi e professionisti di diversi settori.
Il sistema era quello dello “schema Ponzi”: il denaro raccolto dai nuovi investitori veniva utilizzato per remunerare quelli precedenti, alimentando l’illusione di investimenti redditizi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’ex broker avrebbe operato almeno dal 1999 al 2022, attraverso società di diritto inglese, esercitando abusivamente l’attività finanziaria e truffando numerosi clienti. Un meccanismo che gli avrebbe permesso di accumulare profitti illeciti e mantenere un tenore di vita incompatibile con i redditi dichiarati.
A ricostruire il patrimonio sono stati gli specialisti del Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Roma. I finanzieri hanno passato al setaccio bilanci, disponibilità economiche e movimenti finanziari, ricostruendo anno per anno le incongruenze tra redditi e beni accumulati. Per farlo hanno utilizzato anche “Molecola”, un sistema informatico che consente di incrociare e analizzare grandi quantità di dati finanziari. Quindi il sequestro. Non solo appartamenti: ci sono anche sculture e dipinti presumibilmente realizzati da alcuni dei più importanti artisti del Novecento.