la Repubblica, 16 ottobre 2026
Mosca, arrestato il direttore di “Novaja Gazeta”
Vladimir Putin lancia un nuovo attacco all’ultimo giornale d’opposizione russo: il quotidiano Novaja Gazeta, la cui giornalista Anna Politkovskaja è stata assassinata vent’anni or sono nel giorno del compleanno del presidente russo e il cui fondatore Dmitrj Muratov ha vinto nel 2021 il premio Nobel per la pace per la difesa della libertà di stampa nel proprio Paese. Ieri le forze di sicurezza hanno perquisito l’abitazione di Sergej Sokolov, attuale direttore della pubblicazione, e lo hanno quindi forzatamente trasferito nella sede del Comitato Investigativo, un’agenzia federale di Mosca direttamente alle dipendenze del Cremlino, dove lo hanno interrogato per tre ore prima di rilasciarlo senza spiegazioni, in quello che l’associazione internazionale Reporter Senza Frontiere definisce «l’ennesimo atto di intimidazione».
I suoi redattori hanno cercato di mettersi in contatto con lui durante l’interrogatorio ma non ci sono riusciti perché i suoi telefoni erano stati disattivati. Secondo la piattaforma digitale Telegram, Sokolov sarebbe stato sentito “in qualità di testimone” in relazione al caso di Oleg Roldugin, un altro giornalista di Novaja Gazeta, arrestato dalle autorità la primavera scorsa e da allora tenuto agli arresti domiciliari con la generica accusa di “uso e detenzione illegale di dati personali”.
Le persecuzioni contro il quotidiano vanno avanti da anni. Sette dei suoi giornalisti, inclusa Politkovskaja, autrice di numerose inchieste sulla corruzione politica, sono stati assassinati dal 2000, l’anno in cui Putin è andato al potere, a oggi. Nel marzo 2022, dopo le critiche del giornale all’invasione dell’Ucraina, le pubblicazioni sono state sospese. Dal mese seguente, per aggirare la censura, un’edizione online di Novaja Gazeta viene prodotta in Lettonia, ma è stata bloccata sul web in Russia, dove il governo ha revocato la sua licenza di pubblicare. La maggior parte della redazione, tuttavia, è rimasta a Mosca, da dove cerca di continuare a fare il suo lavoro. Nell’aprile scorso la polizia ha perquisito la redazione moscovita. Il 4 settembre, il giornale è stato inserito nella lista degli “agenti stranieri”, in sostanza nemici dello Stato, in cui figurano 106 dei suoi redattori e collaboratori. Il direttore Sokolov era già stato arrestato nel 2024.
«Fino a che punto si spingerà la continua campagna del Cremlino contro Novaja Gazeta?», protesta in un comunicato Jeanne Cavalier, responsabile della sezione Europa Orientale di Reporter senza Frontiere. «Questa nuova offensiva mira a chiudere la bocca a una delle ultime voci di giornalismo indipendente che operano ancora in Russia. La nostra associazione esorta le autorità di Mosca a mettere fine alle intimidazioni giudiziarie che hanno come bersaglio l’intera redazione, e in particolare Sergej Sokolov e Oleg Roldugin». L’accusa contro quest’ultimo comporta una pena di fino a 10 anni di carcere. Secondo Reporter senza Frontiere, circa 50 giornalisti sono attualmente in prigione in Russia.