corriere.it, 16 ottobre 2026
Giappone: diramato per errore un allarme-terremoto più grave di sempre
Intorno alle 5 di questa mattina (12.40 ora locale) sui telefonini dei cittadini di diverse città del Giappone, Tokyo compresa, è arrivata un’allerta terremoto inquietante: una scossa di magnitudo 9.9 avrebbe colpito il Paese di lì a poco. Se fosse stato vero, sarebbe stato il più forte mai registrato nella storia mondiale, con conseguenze inimmaginabili. Più forte perfino di quello 9.0 che nel 2011 colpì Fukushima.
Dieci minuti dopo il terremoto è arrivato davvero, ma la scossa è stata ben più debole di quella prevista. A scuotere (leggermente) il Giappone è stato un terremoto di magnitudo 6.9, avvenuto in mare, vicino alla penisola di Kamchatka, in Russia. Ciò significa che i cittadini della regione di Hokkaido e di Tokai hanno percepito solo lievi oscillazioni. L’agenzia non ha nemmeno diramato l’allerta tsunami. Il panico è subito rientrato.
L’Agenzia meteorologica giapponese si è scusata per l’errore, senza specificare cosa possa averlo causato. Un funzionario ha negato l’attacco informatico, precisando che sono in corso degli accertamenti.
Non è la prima volta che i giapponesi vengono allertati a sproposito. Nel 2016 l’agenzia meteorologica emanò un allarme per un terremoto 9.1. L’allerta fu annullata nel giro di qualche secondo, ma alcune app l’avevano già diffusa. In quel caso però, non si era trattato di una sovrastima, bensì di un vero errore. Quel giorno non si verificò alcun terremoto. Secondo un funzionario dell’agenzia, la colpa fu di un fulmine che aveva colpito un sismografo.
Ben più grave il caso delle Hawaii. Nel 2018, i cittadini e i turisti dell’isola andarono nel panico dopo che un messaggio li aveva avvisati di un imminente attacco missilistico, invitandoli a trovare immediatamente un rifugio. Erano i giorni in cui Trump si vantava di avere «un bottone nucleare più grande e potente di quello di Kim Jong-un».
In quel caso però, si trattò di un errore umano: durante il cambio turno, un funzionario della difesa schiacciò per sbaglio un bottone che fece partire l’allarme. Altroché i pochi secondi giapponesi, la smentita sull’isola arrivò trentotto minuti dopo, e tanto bastò per creare vero panico. Soprattutto perché, vista la vicinanza con la Corea del Nord, il missile avrebbe impiegato solo 20 minuti per colpire l’arcipelago.