Corriere della Sera, 16 ottobre 2026
Parolin e la salute di papa Leone: «Se serve rimodulerà il pontificato»
La novità più confortante, tutto sommato, è che la Santa Sede abbia deciso di non inviare più di prima mattina quei comunicati telegrafici nei quali si dice che il Papa ha passato bene la notte e fatto colazione. Succedeva anche mentre Francesco era ricoverato al Gemelli per una polmonite, e la situazione era così seria che il messaggio aveva come sottotesto che era ancora vivo, perché non era scontato.
Nel caso di Prevost, non serve. Il recupero dopo la rimozione del tumore al polmone destro è avviato, «il decorso post-operatorio procede regolarmente», informano il dottor Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora. Il terzo bollettino dall’intervento di martedì descrive ormai una situazione di routine: i controlli di ieri «sono risultati nella norma» e «la radiografia del torace ha mostrato la buona ripresa del polmone operato».
Il Papa cammina per la stanza, «ha svolto le attività quotidiane autonomamente», e anche «la seduta di fisioterapia ha comportato attività motorie complete». Ieri ha concelebrato la messa e soprattutto ha ripreso il lavoro: nel pomeriggio ha ricevuto l’arcivescovo Paolo Rudelli, Sostituto della Segreteria di Stato. Dopo due giorni, pure Trump ha detto di «sperare che Papa Leone si rimetta».
La situazione è sotto controllo. Però, con la malattia, è cambiata: «Sono passati appena due giorni, non si possono fare previsioni. Ora si tratta di vedere quando e in che situazione tornerà, cosa diranno i medici, e in base a tutti questi elementi il Papa rimodulerà il suo pontificato, se è necessario rimodularlo», considera con realismo il cardinale Pietro Parolin, suo Segretario di Stato.
«Se starà meglio penso che farà l’Angelus dal Gemelli», dice, ma è in dubbio il viaggio di novembre in Sudamerica: «Quando il Papa è stato ricoverato, l’idea era che il viaggio si sarebbe mantenuto nella forma prevista. Immagino che, se tutto va bene, si farà. Dipenderà da come vanno le cose, è un viaggio lungo e impegnativo: aspettiamo che esca dall’ospedale per vedere, in base a quello che i dicono i medici, se potrà viaggiare».
Parolin conclude: «Io continuo ad essere preoccupato perché sono dispiaciuto davvero enormemente per quanto è successo. Ma mi fido delle notizie che ci hanno dato con i bollettini e quindi ho anche speranza che la situazione si possa risolvere al più presto».