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 2026  ottobre 16 Venerdì calendario

Trump licenzia anche Zampolli

Paolo Zampolli non è più l’inviato Usa per le partnership globali. La notizia è arrivata da Abc News ieri sera: «A Paolo è stato notificato oggi che il suo status di inviato è finito, e non è più un dipendente del governo», ha detto un funzionario Usa alla tv americana. La notizia è arrivata dopo che il sito Politico aveva rivelato che per mesi c’è stato uno scontro via email tra il vicesegretario di Stato Christopher Landau e Zampolli, ex agente di modelle che presentò Melania a Donald Trump e che era stato già nominato nel board del Kennedy Center nel suo primo mandato. Zampolli dice al Corriere che Trump gli ha telefonato ieri. «La mia nomina era per un anno. Il presidente Trump l’ha estesa per oltre sei mesi. Anni fa mi ha detto che ero troppo bravo per fare l’agente di modelle e mi ha portato nel settore immobiliare. Ora mi ha detto: ‘Perché vuoi lavorare nel governo quando puoi chiudere tutti questi accordi?’ Il presidente ha sempre ragione. Servire lui e gli Stati Uniti è stato il più grande onore della mia vita. Sono profondamente grato al presidente Trump, al segretario Rubio e all’intera squadra».
Il 14 novembre 2025, mettendo in copia 15 colleghi, Landau avvertì Zampolli: «Sono qui a ordinarti, ancora una volta, di cessare subito tutto il lavoro su qualsiasi questione che non sia direttamente collegata alla diplomazia culturale». Lo accusava di «condurre attività non autorizzate e possibilmente illegali su questioni commerciali ed economiche» e minacciava «azioni disciplinari e licenziamento». Zampolli, che nega ogni azione illegale, aveva detto ieri mattina al Corriere: «Abbiamo sempre avuto un problema, non voleva includere la lotta al fentanyl tra i miei compiti e io ci credevo molto». Nominato «inviato speciale» da Trump, Zampolli aveva aggiunto anche che solo il presidente poteva decidere sul suo incarico. Secondo Politico, a febbraio Landau e Zampolli si erano scontrati un’altra volta, perché l’inviato era andato nei Balcani, dove aveva incontrato il capo del governo della Repubblica Srpska. Ma Zampolli afferma che lui non ha ricevuto soldi e anzi accusa Landau di aver passato le email a Politico, dopo quella visita. Zampolli vanta di aver portato affari come l’acquisto di 22 Boeing da parte di Uzbekistan Airways; disse al Financial Times: «Venti miliardi di dollari in 20 minuti». Ora ci dice al telefono: «Ci sono tante cose che si possono fare, troveremo una cosa che è sempre legata all’amministrazione ma che ti lascia fare i soldi, perché, sai, chiudere accordi da 20 miliardi di dollari e non essere pagati è un po’ deprimente».