Corriere della Sera, 16 ottobre 2026
Zelensky a Bruxelles: «Riprendo i raid sulle raffinerie»
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha varcato la soglia dell’Europa Building, il palazzo che ospita il summit Ue, alle 18.40: parlerà questa mattina davanti ai leader dei ventisette Stati membri, che poi discuteranno senza di lui del sostegno all’Ucraina, ma ieri ha avuto degli incontri bilaterali, in una giornata particolarmente delicata dopo le sue parole al Financial Times, a cui ha dichiarato che l’Ucraina riprenderà gli attacchi contro le raffinerie petrolifere russe. Zelensky ha anche espresso rabbia per il «pericoloso» ritiro dell’intelligence statunitense e il contemporaneo indebolimento del servizio internet satellitare Starlink, proprio quando Mosca sta intensificando gli attacchi.
La giornata a Bruxelles è iniziata con un incontro con il segretario generale della Nato Mark Rutte, seguito da una visita alla famiglia reale belga e un colloquio con re Filippo. Zelensky ha anche avuto un bilaterale con il presidente francese Emmanuel Macron e con il premier polacco Donald Tusk, la danese Mette Frederiksen e il belga Bart De Wever. Oggi sarà la volta dei presidenti del Consiglio europeo e della Commissione António Costa e Ursula von der Leyen. In agenda anche bilaterali con i premier di Ungheria, Finlandia e Svezia.
In un post su X, Rutte ha spiegato gli argomenti affrontati con Zelensky: l’importanza di implementare un cessate il fuoco nel settore energetico, il sostegno continuo degli Alleati Nato all’Ucraina, incluso il meccanismo Purl, attraverso il quale gli Alleati finanziano l’acquisto di armi statunitensi destinate all’Ucraina.
Il clima di sostegno a Zelensky emerge con evidenza dalle parole del premier polacco Donald Tusk e del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Dopo i «colloqui avuti oggi (ieri, ndr) a Bruxelles con i leader europei, posso rassicurarvi, cari amici ucraini e presidente Volodymyr Zelensky: non siete soli», ha scritto Tusk su X. E Merz entrando al Consiglio europeo ha ribadito che «dovremo aumentare ulteriormente le risorse per aiutare davvero l’Ucraina in modo duraturo», perché «non difendiamo soltanto l’integrità territoriale dell’Ucraina, ma difendiamo l’ordine politico dell’Europa che la Russia sta mettendo sotto pressione».
I leader hanno evitato di intervenire nella disputa tra Zelensky e Trump, schivando le richieste dei giornalisti di commentare le parole del premier ucraino. In Europa nessuno vuole uno scontro con Trump. E se qualche leader non ha apprezzato la schiettezza di Zelensky, non l’ha detto pubblicamente riservandosi forse la possibilità di farlo oggi a porte chiuse. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha risposto che «se c’è un messaggio che dovremmo lanciare, e speriamo che venga lanciato oggi, anche grazie alla presenza del presidente Zelensky al Consiglio europeo, è che quando la situazione si fa difficile, bisogna tenere duro». L’Unione europea si sta mostrando, dunque, compatta nel sostegno a Kiev e al suo presidente. Nella bozza di conclusioni del summit, che i leader adotteranno oggi, si legge che «il Consiglio europeo esprime rammarico per la decisione degli Stati Uniti di sospendere temporaneamente le sanzioni sul diesel russo». Rispondendo da Washington a una domanda del Corriere sulle critiche di Meloni all’accordo sul diesel, la portavoce della Casa Bianca Taylor Rogers ha replicato che «il presidente Trump ha negoziato con successo un altro grande accordo per rifornire il mercato globale di enormi quantità di diesel e far scendere i prezzi».