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 2026  ottobre 16 Venerdì calendario

Costi dell’energia e bilancio Ue, doppio scontro a Bruxelles

Una fonte diplomatica lo aveva detto alla vigilia: «Questo Consiglio europeo sarà lungo perché i temi in agenda sono delicati e tutti di attualità»: bilancio Ue 2028-2034, competitività e dunque prezzi dell’energia, rapporti con la Cina, allargamento, sostegno all’Ucraina, immigrazione. Questi ultimi due saranno discussi oggi.
Il primo inciampo, che ha rallentato i lavori e fatto saltare la conferenza stampa prevista in serata, è stata la discussione sugli alti costi dell’energia, o meglio sulle soluzioni per porvi rimedio. Il negoziato su questa parte del testo delle conclusioni si è protratto fino a mezzanotte, tenendo di fatto in ostaggio il capitolo dedicato alla competitività europea, che è strutturato su tre filoni: l’attuazione della tabella di marcia interistituzionale «One Europe, One Market» per far avanzare i dossier; energia e squilibri macroeconomici, ovvero come affrontare il disavanzo commerciale con la Cina, discusso dai leader durante il pranzo. L’Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, strumento centrale per ridurre le emissioni di gas serra, ha polarizzato la sala. Da una parte l’Italia con i Paesi di Visegrád – Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia – che ne fanno una questione di sicurezza energetica e ne mettono in discussione il ruolo così come contestano l’Ets2, che dal gennaio 2028 estende il sistema di quote al riscaldamento degli edifici e ai carburanti per il trasporto stradale. I Nordici, Germania e Olanda hanno accettato di inserire nelle conclusioni l’invito ad «aggiornare la valutazione di tutti gli impatti» dell’Ets2.
Altro tema divisivo, ma era nelle aspettative, è stato il bilancio Ue 2028-2034. Il presidente del Consiglio europeo António Costa presenterà un nuovo documento negoziale nelle prossime settimane. Frugali e Amici della Coesione hanno mantenuto le loro posizioni. Germania, Olanda, Austria, Svezia, Danimarca, Finlandia e Belgio vogliono tagliare l’ammontare proposto sia dalla Commissione (2 mila miliardi per finanziare le priorità politiche per sette anni) sia dalla presidenza irlandese che ha previsto una sforbiciata dell’8%. E vogliono colpire i fondi per coesione e agricoltura. Gli Amici della Coesione, 17 Paesi guidati da Italia e Romania, invece vogliono un bilancio all’altezza delle sfide da affrontare. Il cancelliere tedesco Merz ha detto che se si vuole raggiungere un’intesa al Consiglio europeo di dicembre «dovremmo mettere in valigia qualche camicia in più del solito», perché il negoziato sarà lungo. Del resto il presidente francese Macron ha avvertito che «bisogna trovare l’intesa entro l’anno o non ci sarà spazio politico», specie se Le Pen vincerà le presidenziali.