lastampa.it, 15 ottobre 2026
Otto Stati americani fanno causa a OpenAI: “ChatGPT mette in pericolo i minori”
Otto Stati americani hanno fatto causa a OpenAI, accusando l’azienda di mettere in pericolo la salute e la sicurezza degli utenti, soprattutto dei minori. Le azioni legali, presentate mercoledì 14 ottobre dai procuratori generali di Iowa, Kansas, Nebraska, West Virginia, Arkansas, Arizona, Idaho e Montana, sostengono che ChatGPT abbia incoraggiato comportamenti autolesionistici, alimentato convinzioni deliranti e persino aiutato alcuni utenti a pianificare atti di violenza. Le nuove cause si aggiungono a un contenzioso già crescente. A giugno la Florida aveva avviato un’azione legale contro OpenAI e il suo amministratore delegato Sam Altman, mentre diverse famiglie e singoli cittadini hanno portato l’azienda in tribunale per presunti danni legati alle interazioni con ChatGPT.
Quella attuale è la più importante iniziativa giudiziaria coordinata da diversi Stati americani contro un’azienda di intelligenza artificiale. Le cause sono state depositate separatamente nei tribunali statali, ma condividono una tesi di fondo: OpenAI avrebbe presentato ChatGPT come uno strumento sicuro, pur conoscendone i rischi, violando così le leggi a tutela dei consumatori. Secondo i procuratori, il chatbot tende ad assecondare gli interlocutori, a mostrarsi comprensivo e a costruire un rapporto di fiducia che può diventare particolarmente rischioso quando dall’altra parte dello schermo ci sono adolescenti o persone psicologicamente vulnerabili. Invece di contraddire convinzioni pericolose, in alcuni casi il sistema le avrebbe rafforzate.
La causa dell’Arizona insiste anche sugli aspetti commerciali. OpenAI avrebbe progettato il prodotto per attirare gli utenti più giovani e trattenerli il più a lungo possibile, raccogliendo dati personali da utilizzare a fini commerciali. L’Arkansas contesta inoltre presunte violazioni delle norme sulla privacy dei minori, tra cui la raccolta di informazioni personali senza adeguate garanzie.
Oltre a risarcimenti e sanzioni economiche, gli Stati chiedono che OpenAI modifichi il funzionamento di ChatGPT, introduca protezioni più efficaci e renda espliciti i rischi del prodotto. Alcune azioni legali puntano anche a impedire all’azienda di sviluppare modelli di intelligenza artificiale capaci di migliorarsi autonomamente, almeno finché non sarà in grado di dimostrare che possono operare in sicurezza e nel rispetto dei valori umani. Se accolta, questa richiesta potrebbe imporre limiti non soltanto alla commercializzazione di ChatGPT, ma anche ad alcune attività di ricerca di OpenAI.
L’azienda respinge le contestazioni sulla mancanza di protezioni adeguate. Un portavoce ha ricordato che ChatGPT dispone di sistemi di sicurezza specifici per le diverse fasce d’età, controlli parentali, promemoria per interrompere le conversazioni e protezioni dedicate agli adolescenti. “Nessun sistema può essere perfetto”, ha riconosciuto, ribadendo l’impegno a collaborare con esperti e autorità per migliorare le misure esistenti.