lastampa.it, 15 ottobre 2026
Trump chiede anche agli altri Paesi FMI di chiamare l’AI “superintelligenza”
Gli Stati Uniti vogliono cambiare il nome dell’intelligenza artificiale, sostituendolo con quello di “superintelligenza”. E chiedono agli altri Paesi di adottare la nuova definizione anche nei documenti ufficiali delle istituzioni internazionali. L’iniziativa arriva dall’amministrazione di Donald Trump, che considera il termine attuale inadeguato a descrivere le capacità e il potenziale della tecnologia.
A spiegare la posizione di Washington è stata Erin Browne, sottosegretaria al Tesoro americano per gli Affari internazionali, in un’intervista alla Reuters a margine delle riunioni del Fondo monetario internazionale (Fmi) a Bangkok. Gli Stati Uniti stanno negoziando con gli altri Paesi membri l’inserimento della nuova terminologia in una dichiarazione del Comitato monetario e finanziario internazionale, l’organismo che fornisce indirizzi strategici al Fondo.
La richiesta segue un ordine impartito il mese scorso da Trump alle agenzie federali americane, invitate a utilizzare l’espressione “superintelligenza” al posto di “intelligenza artificiale”. L’obiettivo è ora estendere il cambiamento al linguaggio delle istituzioni economiche internazionali, sfruttando anche la presidenza statunitense del G20.
"Il presidente Trump è stato molto chiaro su questo punto, e lui, sapete, usa il termine SI, e ritengo che usarlo sia una chiara priorità per gli Stati Uniti, noi pensiamo che tale termine racchiuda più appropriatamente la tecnologia in questione”, ha dichiarato Browne.
La distinzione non è soltanto linguistica. Nel dibattito scientifico, infatti, l’intelligenza artificiale indica un insieme molto ampio di tecnologie, dai sistemi di riconoscimento delle immagini ai modelli generativi come ChatGPT. La superintelligenza, invece, è generalmente intesa come una forma ipotetica di intelligenza artificiale capace di superare le capacità cognitive umane praticamente in ogni ambito. Una tecnologia che, secondo le definizioni comunemente adottate dai ricercatori, non esiste ancora.
La scelta dell’amministrazione Trump rischia quindi di creare confusione tra i sistemi di intelligenza artificiale attualmente disponibili e quelli che potrebbero essere sviluppati in futuro. Ma per Washington il cambiamento è una priorità politica. Browne non ha voluto chiarire se gli Stati Uniti siano pronti a bloccare la dichiarazione del Fondo monetario internazionale qualora gli altri Paesi rifiutassero di adottare la nuova terminologia.