lastampa.it, 15 ottobre 2026
Droghe, in 12 mesi scoperte 92 nuove sostanze
Novantadue nuove sostanze psicoattive individuate in appena un anno sul mercato italiano, consumatori sempre più spesso alle prese con cocktail di droghe diverse che moltiplicano i rischi di gravi conseguenze per la salute e servizi territoriali per le dipendenze che, con quasi 1.900 operatori in meno del necessario, faticano a rispondere all’emergenza. Così a pagare il prezzo di un fenomeno che cambia rapidamente volto sono anche i pronto soccorso, sempre più presi d’assalto da pazienti con problemi droga-correlati. Nel 2025 gli accessi sono stati 9.641, il 15% in più rispetto all’anno precedente. E non si tratta sempre di semplici intossicazioni: quasi la metà dei pazienti presentava una psicosi indotta dall’assunzione di sostanze stupefacenti, nell’11% dei casi è stato necessario il ricovero e, tra questi, il 17% è finito addirittura in terapia intensiva. A preoccupare è anche l’età dei pazienti: uno su dieci era minorenne.
A fotografare l’emergenza è la Società italiana patologie da dipendenza (SIPaD), che cita i dati della Relazione annuale 2026 al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia, riferiti al 2025, e quelli del Sistema nazionale di allerta rapida sulle droghe. Un quadro nel quale alle sostanze tradizionali, dalla cocaina agli oppioidi, si affiancano nuove molecole sintetiche, spesso difficili da identificare e dagli effetti non sempre prevedibili. Mentre cresce la complessità del policonsumo, ossia l’assunzione di più droghe, che rende ancora più complicato il lavoro dei medici chiamati a intervenire nelle situazioni di emergenza. «Non possiamo più leggere le dipendenze attraverso un unico modello – spiega Claudio Leonardi, presidente della SIPaD –. Cambiano le sostanze, i mercati, le modalità di consumo e le persone esposte al rischio. Tra i giovani osserviamo sempre più spesso la sovrapposizione di sostanze e comportamenti a rischio; nei servizi e in Pronto Soccorso aumenta invece la complessità clinica. La formazione deve seguire questa evoluzione».
Un esercito di pazienti
A confermare la crescente pressione sul sistema di cura sono anche i numeri dei servizi pubblici per le dipendenze, i SerD, che nel 2025 hanno avuto in carico 131.328 persone, il 3,5% in più rispetto al 2024. A queste si aggiungono i 25.644 utenti assistiti dalle comunità terapeutiche. Un esercito di pazienti che richiede interventi sempre più complessi, mentre le strutture territoriali continuano a fare i conti con organici insufficienti. Secondo una rilevazione della Fondazione Gimbe del 30 ottobre 2025, rispetto agli standard di personale necessari nei servizi per le dipendenze mancano infatti quasi 1.900 professionisti. Un vuoto che rischia di compromettere la capacità di intercettare precocemente le situazioni più difficili e di assicurare continuità ai percorsi di cura.
Anche le vittime in aumento
Ma il dato forse più drammatico è quello delle vittime. Nel 2025 i decessi direttamente collegati all’assunzione di droghe sono stati 249, contro i 231 dell’anno precedente: un aumento del 7,8%. La cocaina è stata associata al 33% delle morti, mentre oppiacei e oppioidi continuano a rappresentare una quota rilevante degli eventi letali. Ed è proprio per affrontare questa nuova realtà che la SIPaD, in collaborazione con il Consorzio Universitario Humanitas, annuncia la nascita di Addiction Academy Italia, un polo nazionale dedicato alla ricerca, all’alta formazione e alla divulgazione scientifica sulle dipendenze e sulle patologie associate.
Le altre dipendenze
L’obiettivo è aggiornare le competenze degli operatori sanitari chiamati a confrontarsi non soltanto con cocaina, crack e oppioidi sintetici, ma anche con le dipendenze comportamentali, dal gioco d’azzardo al gaming, fino all’uso problematico delle nuove tecnologie. Senza dimenticare i disturbi psichiatrici e le condizioni di vulnerabilità sociale che spesso si intrecciano con l’abuso di sostanze. Tra le iniziative previste figura anche la nascita di una nuova rivista scientifica semestrale e indicizzata, The Italian Journal of Addiction Science and Clinical Practice, interamente dedicata alle dipendenze e alla pratica clinica. Uno strumento per mettere in rete esperienze, studi e conoscenze scientifiche in un settore nel quale l’evoluzione delle droghe e dei comportamenti di consumo corre sempre più velocemente della capacità dei servizi di adeguarsi.