lastampa.it, 15 ottobre 2026
Dubbi sul curriculum della nuova portavoce di Trump
Ci sono le midterm all’orizzonte con i sondaggi tutt’altro che brillanti; poi dati macroeconomici sul costo della vita e i prezzi alla produzione che segnano – questi ultimi un balzo record che non si vedeva dal 2022, più 3,6% su base annua -; la vicenda dell’ambasciatrice in Grecia Kimberly Guilfoyle costretta alle dimissioni dopo che sono emerse storie poco edificanti fra corruzione e traffico di influenze. Ed ora l’ultima spina nella rosa trumpiana si chiama Katie Zacharia, neoportavoce, 41 anni, madre di 4 figli, ospite della Fox e vedendola duellare in tv Trump l’avrebbe agganciata e assunta. E pure avvocato. Anzi no, o forse.
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Perché lei presentatasi come avvocato e introdotta come tale da Donald Trump con la carica o qualifica avrebbe fatto a pugni. Un passo indietro. Martedì prima del decollo del Marine One dal South Lawn una reporter le chiede dove ha passato l’esame per esercitare la professione. Lei risponde vagamente in Cina.
Ovviamente non è possibile. Mercoledì sera il New York Times ha parlato con Zacharia, lei ha spiegato di non aver sentito bene la domanda a causa dei rotori rumorosi dell’elicottero presidenziale e di aver inteso dove hai trascorso invece il tempo dopo l’esame. Appunto in Cina. La spiegazione – ci sta non sentire bene in quel contesto, possiamo confermarlo avendo assistito a decine di “partenze” di Trump dal South Lawn – ma questo non risponde alla domanda chiave: Katie è realmente un avvocato o ha mentito sul suo curriculum. Chi ha scartabellato negli archivi californiani non trova il certificato di esercizio della professione. Il Wall Street Journal anzi ha scoperto che Zacharia ha provato il test ma non l’ha passato. Non esistono altre prove. Un misunderstanding o una menzogna?
Zacharia si è laureata in legge nel 2011 alla Pepperdine University. Questo la fa, secondo alcune interpretazioni, tecnicamente un lawyer (usare i termini inglesi in questo caso è fondamentale). Ma è una attorney? Ovvero un avvocato autorizzato a praticare la professione? Su questo torna a fare luce il Wall Street Journal ribadendo che non c’è alcun certificato di un esame superato per esercitare la professione. Non c’è nemmeno, stando al New York Times, alcuna licenza depositata in California o negli Stati in cui Zacharia ha vissuto.
Una spiegazione che lei ha fornito è che la prima volta che è andata ospite in un programma di una tv si era consultata con il presidente della Pepperdine su come avrebbe dovuto/potuto definirsi. Il presidente le disse che ricorrere al termine attorney era sbagliato ma che non c’era problema nell’usare lawyer.
A complicare lo scenario c’è un’altra carica nel suo CV. Sul suo profilo LinkedIn Zacharia si identifica in consigliere legale per Fix California un gruppo guidato da Richard Grenell. Ma per essere un consigliere legale (o responsabile legale) negli Usa serve aver passato l’esame di avvocato. Il capitolo cinese ha altre spine. Katie si è trasferita in Cina con il marito che aveva un impiego in una società di investimenti Usa. Mentre là, Zacharia si è occupata di “diritto delle transazioni internazionali” e ha lavorato per due anni alla Zhong Lun Law Firm, una dei più grandi studi legali del Paese con sede a Pechino a uffici a New York, Tokyo, Los Angeles e in Kazakhstan.
Quale incarico concreto abbia ricoperto non è chiaro visto che in Cina gli spazi per gli avvocati stranieri sono strettissimi. Gli stranieri, ad esempio, non possono fare l’esame per la licenza o fare i consulenti legali sul diritto cinese. Tuttavia – e qui probabilmente poggia l’incarico di Zacharia – possono essere assunti per lavorare su accordi transfrontalieri e internazionali.