corriere.it, 15 ottobre 2026
L’abito da record di Céline Dion a Parigi. 1380 ore di lavoro, oltre 6 mila cristalli e 5 mila perline
Quasi trent’anni dopo, Céline Dion torna a scrivere una pagina della sua storia con la moda, riscoprendo uno dei look più memorabili della sua carriera. Al centro, una creazione Chanel che guarda agli Oscar del 1997 e li reinterpreta in chiave contemporanea sotto la direzione creativa di Matthieu Blazy. Tra ricami preziosi, cristalli e Alta Gioielleria, il nuovo abito celebra l’incontro tra memoria e innovazione, dimostrando come alcuni momenti di stile siano destinati a brillare ben oltre la loro epoca. Non si tratta di una semplice operazione nostalgia, ma di un dialogo tra epoche, savoir-faire artigianale e identità personale. Un ritorno alle origini che dimostra quanto lo stile, quando è autentico, possa continuare a evolversi senza perdere la propria forza. Nel 1997, Céline Dion aveva scelto per la notte degli Academy Awards un abito Chanel argentato, caratterizzato da una profonda scollatura e accompagnato da una collana Comète. A firmare quella creazione era Karl Lagerfeld, allora direttore creativo della maison. Oggi, quell’immagine torna a vivere attraverso una nuova creazione realizzata per il palcoscenico. A reinterpretare il modello è Matthieu Blazy, attuale direttore creativo di Chanel, che conserva il fascino luminoso dell’originale introducendo una silhouette più strutturata, un bustier e una scollatura a cuore. Il risultato è una rilettura contemporanea che mantiene intatto lo spirito glamour degli anni Novanta, senza limitarsi a riprodurlo.
Dietro la brillantezza dell’abito si nasconde un lavoro artigianale straordinario: realizzato negli atelier Chanel di rue Cambon, a Parigi, il modello combina un tessuto di mussola ricamata con un bustier strutturato, imbottito e steccato. La scollatura è impreziosita da dettagli in rafia, mentre cristalli di vetro, perline e microsfere creano una superficie tridimensionale, capace di catturare la luce a ogni movimento. Il progetto richiede oltre 1.380 ore di lavorazione e l’impiego di migliaia di elementi decorativi, tra cristalli e perline. Un processo che restituisce il significato più autentico dell’alta moda: non soltanto un risultato estetico spettacolare, ma un esercizio di precisione e manualità in cui ogni dettaglio contribuisce a definire l’identità del capo. A completare il look, un collier di Alta Gioielleria che richiama il gioiello indossato da Dion nel 1997. Realizzata in platino e oro bianco 18 carati, la collana Comète presenta 1.080 diamanti, per un peso complessivo superiore a 67 carati. Il riferimento è profondamente legato alla storia della maison: il motivo Comète richiama infatti l’universo celeste che Gabrielle Chanel aveva esplorato nella collezione Bijoux de Diamants del 1932, la prima e unica collezione di Alta Gioielleria firmata personalmente dalla fondatrice. Stelle e comete diventano così il filo conduttore tra l’abito del passato e la sua nuova interpretazione, trasformando il gioiello in un elemento narrativo capace di rafforzare la continuità tra le diverse epoche della maison. La scelta di Céline Dion racconta qualcosa che va oltre il singolo outfit. Riprendere un abito iconico significa riconoscere il valore della propria storia e trasformarlo in un nuovo linguaggio.