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 2026  ottobre 15 Giovedì calendario

Gasolio russo, l’alt di Meloni. Zelensky: grazie. Ira di Mosca

Critica l’accordo sul gasolio – «scelta rischiosa» – di Trump con la Russia, da cui riceve un ruvido: «Non sono affari suoi». Ribadisce il sostegno a Kiev, ricevendo il pubblico ringraziamento di Zelensky ma la presa di distanza di Matteo Salvini. Promette mano ferma in Europa e mette nel mirino Giuseppe Conte «che fa l’antimperialista e va a pranzo con Zampolli» e che «con questa legge elettorale non sarebbe mai stato presidente del Consiglio». Ma punge tutta l’opposizione: «Provate a mettervi d’accordo su una risoluzione prima di pensare di far fare la pace a Trump e Putin». Non risparmia i «trasformisti» di Futuro nazionale sospettati di «portare a Roma la propaganda russa» perché «comprare gas da Mosca non darebbe vantaggi al nostro Paese, quindi quali interessi state difendendo insistendo con questa proposta? Dimettetevi, almeno». Giorgia Meloni affronta il Parlamento in vista del Consiglio europeo con un intervento asciutto ma repliche veementi e polemiche.
Il discorso della premier in Senato (alla Camera lo consegnerà) dura un’ora. Sull’accordo annunciato da Trump venerdì scorso è tranchant: «Si capisce l’esigenza di contenere i prezzi dell’energia, ma l’impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le bombe continuano a cadere». Non apprezzano i russi che replicano sprezzanti con la portavoce Marija Zacharova. Poi Meloni riafferma in modo inequivocabile il sostegno del governo a Kiev: «La Russia punta a piegare il popolo ucraino con il terrore perché non riesce ad avanzare. Tutti vogliamo che si arrivi alla pace. Per come la vedo io, il sostegno all’Ucraina non è l’alternativa, è ciò che la rende possibile. La posizione del governo non cambia: sostegno a Kiev, con particolare attenzione alla popolazione civile, pressione su Mosca e unità euro-atlantica rimangono i pilastri della nostra azione». E qui all’applauso, scrosciante, della maggioranza, si unisce quello di cinque senatori pd.
Mentre Volodymyr Zelensky ringrazia via social Meloni «per il sostegno e la posizione chiara, inequivocabile e di principio», si distingue, da Bruxelles, dove partecipa al vertice dei Patrioti, Salvini: «Si è dato tanto all’Ucraina. È l’ora della diplomazia e di comprare gas e petrolio dove costa di meno». Meloni invece indica un’altra strada: «Se Francia, Germania e Gran Bretagna, nel famoso formato E3, ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme lo facciano con un mandato ufficiale dato da tutti. Non mi interessa chi siede e a quale tavolo. Non possiamo andare in ordine sparso: faremmo un regalo a Mosca».
Meloni conferma il pressing sulla Ue per «regole che non aggravino le crisi», una «risposta coordinata sull’energia» oltre a una richiesta di ulteriore flessibilità per far fronte all’inflazione. Dice «no» a una Europa «tentacolare che vuole decidere su tutto». Quindi avverte: «La presidenza irlandese ha indicato l’obiettivo di arrivare a un accordo sul bilancio entro fine anno: non firmeremo un’intesa non vantaggiosa per rispettare una data. Noi firmeremo un accordo solo quando sarà giusto per l’Italia. Per aumentare il bilancio bisogna chiarire gli obiettivi e chi decide come usare le risorse».
Risoluzioni e divisioni
Dopo i numerosi battibecchi con gli esponenti di M5S, Pd e Avs, e la convergenza con i riformisti dem («Senatore Delrio, mi ha piacevolmente colpito la sua capacità di fare un dibattito meno ideologico», dice la premier) e Azione, in sede di replica, vengono bocciate le risoluzioni delle opposizioni e approvate le due di maggioranza. La prima per chiedere maggiore flessibilità contro il caro energia. La seconda, per la sospensione dei bombardamenti sulle strutture energetiche, assolve a due funzioni: contenere i malumori leghisti (Borghi è l’unico in maggioranza a non applaudire la premier su Kiev) e provare a infilarsi nelle divisioni del campo avversario isolando Fn. Le opposizioni però si pronunciano contro la prima e lasciano l’aula sulla seconda. Meloni si rivolge sarcastica al pd Provenzano: «Vi dite al fianco dell’Ucraina. Dovete dirlo ai vostri alleati. Forse non siamo liberi di sostenere nemmeno lo stop agli attacchi russi? Almeno non fatemi la morale».