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 2026  ottobre 14 Mercoledì calendario

Naufragio al Salam. Ai parenti 60 mln di risarcimenti

A distanza di vent’anni dal disastro del traghetto Al Salam Boccaccio, affondato nel Mar Rosso con 1.097 fra vittime e dispersi, un tribunale italiano condanna a un risarcimento da 60 milioni di euro il Rina (le vittime ne avevano chiesti 300). Finora la giustizia egiziana aveva riconosciuto solo le responsabilità del comandante e dell’armatore. Per il Tribunale di Genova deve rispondere del disastro anche l’ente certificatore, responsabile di gravissime negligenze e di aver consentito la navigazione di una nave fuori norma. Non solo. Nel calcolo dei risarcimenti, dice oggi il giudice Daniele Bianchi, furono commesse gravi ingiustizie. Molte vittime furono liquidate con poche migliaia di euro perché straniere, egiziane o saudite. Le donne subirono un’ulteriore discriminazione: sulla base della sharia, la loro vita fu valutata meno di quella degli uomini. L’incidente, avvenuto il 3 febbraio 2006, fu innescato da un incendio a bordo, che provocò il ribaltamento e l’affondamento della nave. All’origine del disastro c’è una lunga catena di errori e omissioni, “prevedibili da parte del Rina”, a cui è contestata anche la falsificazione di un’esercitazione antincendio. “È un’occasione storica per riflettere sulla prevenzione tramite una corretta gestione di certificazioni e ispezioni”, commentano gli avvocati delle vittime Stefano Bertone, Marco Bona, Stefano Commodo e Renato Ambrosio. “La sentenza ci trova in profondo disaccordo – replica il Rina – due inchieste oltre dieci anni fa, avevano ricondotto il naufragio alla condotta dell’armatore e del comandante”.