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 2026  ottobre 14 Mercoledì calendario

Leone operato al Gemelli: «Diagnosi di carcinoma»

Papa Leone ha un «adenocarcinoma polmonare» e per questo ha subito «l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro». L’intervento «è riuscito e non ci sono state complicanze».
A fornire i dettagli sulla salute del Pontefice è il bollettino emesso dalla Santa sede alle 22 di ieri. Una comunicazione ufficiale che rassicura sulle sue attuali condizioni ma dà conto di una situazione peggiore di quanto era emerso prima dell’intervento al Policlinico Gemelli di Roma.
Il primo bollettino viene diramato alle 20: «L’intervento si è concluso positivamente, nei tempi e nei modi previsti e il Santo Padre è rientrato in stanza. Seguiranno ulteriori informazioni». Due ore dopo vengono aggiunti dettagli anche su quello che potrà essere il decorso post operatorio. «Il Santo Padre è stato sottoposto, come programmato, all’intervento di chirurgia toracica», scrivono il medico personale Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora, che ha eseguito l’intervento. E aggiungono: «Per rendere l’intervento radicale, è stato asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita. L’esame istologico estemporaneo ha confermato la diagnosi di un adenocarcinoma polmonare, come sospettato dagli esami pre-operatori. Il Santo Padre è stato in sala operatoria per circa 3 ore, la durata dell’intervento è stata di circa 90 minuti. L’intervento è riuscito e non ci sono state complicanze. Il Papa si è svegliato regolarmente ed è rientrato nella sua stanza al decimo piano dopo un breve periodo di osservazione». Ad attenderlo c’erano il primo segretario don Edgar Rimaycuna Inga, il giovane sacerdote peruviano che lo segue da quando Prevost era vescovo di Chiclayo, e le suore della famiglia pontificia.
Finisce così la giornata più lunga di papa Leone XIV (e dei fedeli di tutto il mondo). Ora inizia per il Pontefice la fase della ripresa, stimata in almeno una settimana: sono stati annullati tutti gli impegni, i viaggi e le udienze fino al 20 ottobre.
Nel grande ospedale cattolico l’attesa era iniziata nella prima mattinata: ad aspettare il Papa c’era una grande folla di fedeli, pronti a incoraggiarlo e a sostenerlo con affetto e preghiere, oltre a giornalisti e tv di tutto il mondo. Era scattata già da domenica la macchina della sicurezza, col decimo piano dell’ospedale, quello in cui Leone continuerà la degenza, isolato dal resto del Policlinico, e i controlli della polizia italiana, della Gendarmeria vaticana e della vigilanza dell’ospedale.
L’auto blu con a bordo Leone, il prefetto della Casa pontificia, l’arcivescovo Petar Rajic, e il secondo segretario, don Marco Billeri, è uscita dalla Porta del Perugino in Vaticano intorno alle 13: in 15 minuti ha raggiunto il Gemelli. Il Pontefice all’arrivo ha salutato dal finestrino i fedeli in attesa, è sceso e ha incontrato i vertici dell’ospedale, schierati all’ingresso insieme al suo medico curante Luigi Carbone. Poi ha proseguito fra i cori e gli applausi fragorosi da dietro le transenne installate in fretta per tenere a bada l’entusiasmo di pazienti, degenti, familiari, personale dell’ospedale che volevano stargli vicino nel momento della prova.
E forse soltanto in quell’attimo la sua solita aria serena e sorridente ha lasciato il posto alla commozione per il tanto affetto ricevuto e manifestato con calore, mentre il rombo dell’elicottero della sorveglianza copriva in parte i «Forza Leone» dei fedeli.