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 2026  ottobre 13 Martedì calendario

Azerbaijan, proteste e arresti per le nuove regole sull’abbigliamento scolastico e hijab

Proteste davanti alle scuole, lezioni boicottate e una mobilitazione sui social. In Azerbaigian le nuove regole sull’abbigliamento scolastico hanno acceso lo scontro tra governo e famiglie: le autorità hanno riferito di 37 arresti a Baku legati ai disordini. Le contestazioni hanno raggiunto anche Istanbul, dove alcuni manifestanti si sono radunati davanti al consolato azero.
A provocare la mobilitazione è il provvedimento approvato il 21 settembre, che vieta nelle scuole pubbliche capi e accessori incompatibili con il principio di laicità dell’istruzione o con l’uniformità delle divise. Il testo non proibisce esplicitamente l’hijab, ma alcune scuole hanno iniziato a impedire a studentesse e insegnanti che indossano il velo islamico di partecipare alle lezioni. Una restrizione indiretta che ha trasformato una disposizione sull’abbigliamento in un caso politico.
Religione e diritto allo studio. La controversia tocca un equilibrio delicato: circa il 96% della popolazione azera si dichiara musulmana, mentre la Costituzione definisce lo Stato laico e garantisce la libertà religiosa. Le proteste riaprono così il confronto tra le regole degli istituti, la possibilità di manifestare la propria fede e il diritto all’istruzione.
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Le tensioni con la Turchia. Il caso ha creato attriti anche con Ankara, stretto alleato di Baku. Durante un discorso al congresso del partito Nuovo Azerbaigian, il presidente Ilham Aliyev ha chiesto di non «interferire con il nostro stile di vita», senza nominare direttamente la Turchia. Le autorità turche non hanno replicato ufficialmente, mentre la protesta contro le restrizioni continua ad alimentare il dibattito.