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 2026  ottobre 13 Martedì calendario

Strage di piazza della Loggia, Toffaloni non sarà arrestato dopo la condanna a 30 anni

È in Svizzera dal 2000. È cittadino elvetico da allora e non vi è prova, così almeno la pensano i giudici della Corte d’appello che hanno respinto la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata per lui dalla Procura generale di Brescia, che voglia lasciare la Confederazione per rifugiarsi altrove. Marco Toffaloni, il neofascista veronese condannato in primo e secondo grado a trent’anni per la fase esecutiva della strage di piazza della Loggia, per i giudici d’appello bresciani non ha contatti e legami fuori dalla Svizzera e dall’Italia, e non ha nemmeno le risorse economiche necessarie per assicurarsi una “latitanza” lontano dalle pretese della giustizia italiana che potrebbe presto presentargli il conto definitivo per l’attentato che, il 28 maggio del 1974, provocò la morte di otto persone e il ferimento di altre 102.
A sostegno della sua richiesta la Procura Generale aveva indicato la pesante condanna, la mancata partecipazione al processo, nonostante ripetute richieste da parte dell’autorità giudiziaria italiana, e una vita descritta come isolata, senza lavoro e senza solidi legami familiari. La Procura Generale aveva inoltre prospettato il rischio che Toffaloni, che dal 2000 si chiama Franco Maria Muller, lasciasse la Svizzera, anche in relazione all’ipotesi di revoca della cittadinanza elvetica sollevata da un’interpellanza parlamentare.
I giudici hanno ritenuto questi elementi insufficienti. Il trasferimento in Svizzera e l’acquisizione della cittadinanza risalgono a molto prima delle indagini sulla strage e sono legati alle sue vicende personali: Toffaloni aveva sposato una cittadina svizzera, assumendone il cognome. L’assenza dai processi, inoltre, viene considerata una legittima scelta processuale che non dimostra automaticamente la volontà di sottrarsi alla giustizia.
Per la Corte non risultano preparativi di fuga. Toffaloni in Svizzera vive di sussidi, non lavora e le sue difficoltà economiche potrebbero semmai ostacolare un suo allontanamento. Quanto alla possibile perdita della cittadinanza elvetica, i giudici sottolineano l’incertezza dell’ipotesi in un quadro dal quale nel complesso non emergono comportamenti che facciano pensare a una fuga imminente.
Condannato sulla base di una perizia antropometrica, che lo individua in piazza subito dopo l’esplosione della bomba, e delle dichiarazioni di Gianpaolo Stimamiglio, che disse di aver raccolto dalla sua voce la notizia della sua presenza a Brescia il giorno della strage, per ribaltare la condanna a trent’anni Toffaloni ora può sperare solo nella Cassazione. Il suo avvocato ha presentato ricorso lo scorso 5 settembre. La data del processo non è ancora stata fissata.