corriere.it, 13 ottobre 2026
Cyberattacchi, in Italia già 3.271 eventi nei primi nove mesi del 2026: superato il dato dell’intero 2025
Sono 3.271 gli eventi cyber rilevati in Italia nei primi nove mesi del 2026, contro i 2.729 registrati nell’intero anno precedente. Tra loro, 1.922 hanno avuto un impatto confermato e, perciò, sono stati classificati come incidenti. Numeri, tutti questi, presentati oggi dal direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale durante un’audizione alla Commissione Affari esteri e Difesa del Senato sul disegno di legge per il rafforzamento delle capacità di difesa nazionale.
Un aumento delle segnalazioni legato anche all’avvio – da gennaio 2026 – degli obblighi di notifica previsti dalla direttiva Nis2. Tra le minacce più rilevanti restano gli attacchi ransomware, ovvero quelli condotti con sistemi che bloccano l’accesso a dispositivi elettronici e file personali, chiedendo poi un riscatto per ripristinarli. Ed ecco che – stando ai dati registrati dal Computer security incident response team Italia (Csirt) – ad averli subiti sono state 149 vittime da inizio anno. Nel mirino soprattutto imprese manifatturiere, operatori finanziari e aziende tecnologiche, ai quali sono state interrotte le attività e resi non disponibili i dati. Ma, in diversi casi, al blocco dei sistemi si è aggiunta anche la sottrazione di informazioni, con la minaccia di renderle pubbliche per ottenere un riscatto.
I dati raccolti, però, non si fermano qui. Nei primi nove mesi dell’anno il monitoraggio dell’Acn ha inoltre individuato quasi 45 mila asset e servizi esposti a rischio e più di 3.200 potenzialmente compromessi. L’Agenzia ha inviato quasi 72 mila comunicazioni di allertamento e pubblicato oltre mille alert. Le attività di scrutinio tecnologico hanno consentito di scoprire nel 2026 anche 45 vulnerabilità zero-day, 35 delle quali caratterizzate da un livello di gravità elevato. Inoltre, le tensioni geopolitiche continuano a riflettersi nel cyberspazio, attraverso campagne hacktiviste condotte soprattutto con attacchi DDoS (un tentativo di bloccare un sito web, un server o una rete, inondandolo con una quantità massiccia di traffico o richieste). Da inizio anno ne sono stati registrati più di 500, il 35% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo l’Acn, gli impatti sono stati generalmente limitati, anche grazie all’attività di allertamento tempestivo del Csirt Italia.
Nel corso dell’audizione è stato sottolineato anche il ruolo della cooperazione tra istituzioni civili e militari nella gestione delle crisi informatiche. Per l’Agenzia, il disegno di legge è coerente con l’assetto nazionale: l’articolo 7 definisce lo «Spazio cibernetico di interesse nazionale per la difesa e la sicurezza militare dello Stato» e le attribuzioni del Capo di Stato maggiore della Difesa, nel rispetto delle competenze del presidente del Consiglio e degli altri soggetti dell’architettura cyber, compresa l’Acn.