Corriere della Sera, 13 ottobre 2026
Frigoriferi a 50 gradi e cibo da buttare. L’offensiva hackersugli scaffali francesi
Cyber-attacco senza precedenti in Francia, dove oltre cinquecento supermercati di diverse catene della grande distribuzione sono stati bersaglio dei pirati informatici nella notte tra domenica e lunedì. Sono stati manomessi a distanza i sistemi di refrigerazione e congelamento. Ieri mattina, quando i dipendenti hanno aperto i locali, hanno sentito un’ondata di caldo inusuale: nella notte la temperatura dei frigoriferi era stata portata a 50 gradi, e tonnellate di prodotti sono stati danneggiati e destinati al macero. Latticini, carne, insaccati, verdure, ogni genere di surgelati: tutto da buttare, con un danno di decine di milioni di euro. «Una catastrofe», secondo i responsabili di Intermarché.
Domenica un attacco informatico nei Paesi Bassi aveva provocato malfunzionamenti nelle catene di supermercati Albert Heijn, Etos e Gall & Gall, mettendo fuori uso lo shopping online e i cartellini elettronici dei reparti, e ieri anche la catena Delhaize in Belgio ha segnalato problemi al sistema informatico. Non è chiaro per adesso se gli eventi nei tre Paesi facciano parte di un attacco coordinato.
In Francia sono stati colpiti i grandi marchi della distribuzione, come Intermarché, Super U, Leclerc o Metro. «Gli attacchi sono uno strumento di destabilizzazione politica – ha detto Thierry Cotillard, presidente del gruppo Les Mousquetaires —. Siamo bersaglio di tre o quattro azioni ogni giorno». Stavolta, l’attacco ha avuto successo perché gli hacker hanno sfruttato una vulnerabilità nel sistema informatico fornito dalla società danese Danfoss. Nell’agosto scorso una società specializzata nella cyber-sicurezza, Team82, aveva trovato falle nei sistemi Danfoss per gestire la refrigerazione a distanza, e la società aveva rilasciato un aggiornamento che avrebbe dovuto essere installato da tutti gli utenti. È possibile che i supermercati violati non avessero portato a termine l’aggiornamento richiesto.
Il cyber-attacco non è stato rivendicato, e la procura di Parigi ha aperto un’inchiesta. Le piste possibili sono l’azione di un gruppo legato a uno Stato, e il primo pensiero va alla Russia e ai suoi metodi di guerra ibrida, a hacker che abbiano voluto colpire uno dei centri del sistema capitalistico, oppure a pirati informatici decisi a chiedere un riscatto, di cui però per il momento non si ha notizia. Un esperto di sicurezza informatica, Antoine Hautin a capo dell’azienda Almond, giudica improbabile la responsabilità di un concorrente, e anche lo scopo di estorsione, visto che i bersagli sono tanti, appartenenti a catene diverse e su tutto il territorio nazionale. «L’ipotesi che mi sembra più plausibile è quella di un attore statale, o simile, che cerchi di destabilizzare la nostra società – ha detto al Figaro —. Con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali, sappiamo che l’intelligence ci mette in guardia contro questo tipo di minaccia». Il primo ministro Sébastien Lecornu segue da vicino l’inchiesta.