il Fatto Quotidiano, 12 ottobre 2026
Così il “poli-consumo” inverte il trend dei tabagisti in calo e spopola tra i giovani
“In Italia, dopo l’introduzione della legge Sirchia nel 2003, si sono registrati progressi nella riduzione del numero dei fumatori”, spiega il rapporto appena pubblicato da FederSerD, che riunisce i professionisti che lavorano nei servizi pubblici per le dipendenze, “ma nel 2024 il 20% degli adulti continua a fumare, con tassi crescenti tra i giovani e una preoccupante diffusione del policonsumo”. Parliamo dell’uso alternato di sigarette tradizionali, elettroniche, tabacco riscaldato e bustine di nicotina da sciogliere in bocca. Il consumo combinato di prodotti vecchi e nuovi, o anche solo di diversi prodotti non a combustione, si è imposto tra i minori, come mostrano le ultime indagini dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) sugli studenti delle scuole medie e superiori, presentate a maggio. Cresce però anche tra gli adulti: secondo l’indagine Ipsad 2022 dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-IfC), tra chi usa almeno un prodotto tra sigarette tradizionali, elettroniche e tabacco riscaldato il 21% li usa tutti e tre. I poli-consumatori sono uno dei principali motori dei profitti dell’industria del tabacco. “È un fenomeno che si è imposto con l’arrivo di sigaretta elettronica e tabacco riscaldato (in Italia tra il 2014 e il 2018, ndr)”, ha detto alla presentazione dei dati Iss, Roberto Boffi, pneumologo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Degli effetti sulla salute nel tempo si sa ancora poco, e quindi se ne parla poco. “Quasi tutti gli studi sul fumo e sui prodotti alternativi al tabacco – spiega Boffi – riguardano chi usa un solo prodotto, mentre nella vita reale i consumatori ne usano diversi.” Inoltre, data la diffusione recente di svapo, tabacco riscaldato e bustine, “mancano i tempi di osservazione necessari per stabilire gli effetti sulla salute a medio e lungo termine.”
Gli studi internazionali e italiani citati da Boffi indicano che l’uso combinato di sigaretta tradizionale ed elettronica comporterebbe un rischio di tumore al polmone circa quattro volte più alto e un possibile aumento del danno cardiovascolare. Alcuni esperti ritengono che andrebbero fatti controlli precoci più frequenti, come la Tac a basso dosaggio e l’analisi dei microRNA, piccole molecole che regolano l’attività dei geni e il cui profilo, misurabile con un prelievo di sangue, cambia in presenza di un tumore (usati, per ora, soprattutto nei programmi di screening e di ricerca). Il policonsumo si associa anche a una dipendenza più forte, a una maggiore esposizione alla nicotina e difficoltà a smettere, oltre che a un rischio più alto di tumori fumo-correlati. Tra gli adulti nella fascia 18-69 anni, secondo il sistema di sorveglianza del’Iss (Passi), l’uso esclusivo di sigarette tradizionali è sceso dal 30% del 2008 al 18% del 2025, ma se si considerano i consumi di prodotti con nicotina, il calo è solo dal 30 al 27%. “L’introduzione dei nuovi prodotti – spiega Maria Masocco, responsabile della sorveglianza Passi – ha di fatto arrestato il trend in calo del fumo di sigaretta”. Il consumo di quelle elettroniche è esploso nella fascia 18-35 anni, la stessa in cui i i poli-consumatori sono passati dal 2 all’8%, con un aumento più marcato tra le donne e chi ha difficoltà economiche.
Tra gli 11-13enni che avevano fumato nei 30 giorni precedenti all’indagine Iss, i poli-consumatori erano il 26% nel 2022, il 45,5% nel 2025 e sono il 51,4% nel 2026: più di uno su due. Quelli che usano tutti e tre i prodotti, sigaretta tradizionale compresa, sono passati dal 6,3% al 20,9%. Tra i 14-17enni il fenomeno è più esteso: i poli-consumatori erano il 38,7% nel 2022, il 62,4% nel 2024, il 70,7% nel 2025 e sono il 69,5% nel 2026. L’uso esclusivo della sigaretta tradizionale crolla dal 26,9% al 5,6%, mentre l’uso di tutti e tre i prodotti riguarda ormai il 34,8% dei consumatori. In questa fascia di età, la sigaretta elettronica è il prodotto più usato e il tabacco riscaldato ha superato la sigaretta tradizionale.
Il primo contatto arriva presto: tra gli 11-13enni che fumano, uno su cinque ha iniziato entro i 10 anni; e tra i 14-17enni, tre su quattro hanno iniziato con un prodotto diverso dalla sigaretta, oltre la metà con quella elettronica. Le bustine di nicotina, da posizionare tra gengiva e labbro, sono il prodotto in più rapida crescita: le ha provate il 9,1% dei 14-17enni, circa 208mila studenti, contro il 3,8% del 2024. L’8% di chi le usa lo fa ogni giorno. Quasi tutti le combinano con altri prodotti e il 52% usa tutti e quattro i prodotti. Chi le combina riferisce più spesso nausea, vomito, tachicardia e vertigini, i sintomi tipici dell’intossicazione da nicotina.