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 2026  ottobre 12 Lunedì calendario

Oscurate le chat Delmastro-Caroccia, ricorso alla Consulta contro Fontana

Il presidente della Giunta per la Autorizzazioni della Camera Devis Dori ha presentato un ricorso alla Corte costituzionale lamentando una “monomazione, grave e manifesta” delle proprie prerogative compiuta dal presidente della Camera Lorenzo Fontana quando ha impedito all’organo collegiale di Montecitorio di visionare le chat tra Andrea Delmastro Delle Vedove e l’ex prestanome del clan Senese Mauro Caroccia nell’ambito dell’inchiesta sulla ’Bisteccheria d’Italia”.
"Con il presente ricorso l’onorevole Devis Dori, presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera dei deputati, adisce codesta Corte costituzionale affinché venga ristabilito il corretto riparto delle competenze costituzionali fra la presidenza della Camera, la Giunta delle autorizzazioni, il presidente di essa ed i relativi membri, a seguito dell’impedimento – senza precedenti – opposto dal presidente della Camera al presidente della Giunta per le autorizzazioni di prendere visione di materiale inviato dalla Procura di Roma – si legge nel ricorso anticipato anche dal Fatto quotidiano e visionato da LaPresse – e riguardante potenziale corrispondenza dell’onorevole Delmastro Delle Vedove, che avrebbe dovuto essere acquisita ai sensi dell’art. 68, comma terzo, della Costituzione. Il presente conflitto denuncia la menomazione, grave e manifesta, delle attribuzioni che individualmente competono all’onorevole Dori sia in quanto deputato e membro della Giunta per le autorizzazioni, sia come presidente della stessa, circa l’accesso ai materiali trasmessi dall’autorità giudiziaria nell’ambito di richieste ex art. 68, commi secondo e terzo, della Costituzione”.
Del ricorso “non sapevamo nulla. Il che non mi sembra normale. Certamente sarebbe stato corretto dal punto di vista istituzionale informare quanto meno l’ufficio di presidenza di un’iniziativa di questo tipo”, commenta Dario Iaia, capogruppo di FdI in Giunta Autorizzazioni, contattato da LaPresse. “In un rapporto di correttezza istituzionale sarebbe stato opportuno informarci – prosegue – Inoltre ho dubbi anche dal punto di vista giuridico sul ricorso presentato, in quanto è da approfondire l’aspetto della legittimazione attiva del presidente ad agire in autonomia, non essendo egli stesso espressione di un organo monocratico – aggiunge -. A questo punto, già nel prossimo Ufficio di Presidenza, chiederemo formalmente che venga messa a disposizione della Giunta copia del ricorso per poter fare le dovute valutazioni anche perché, nel momento in cui il presidente Fontana dovesse costituirsi, ci si potrebbe trovare di fronte alla situazione paradossale in cui la Giunta sarebbe chiamata ad esprimere un parere in merito ad ricorso presentato dal suo stesso presidente. Bisognerà anche capire quanto il presidente Dori potrà ricoprire ancora quella carica e quanto invece il rapporto di fiducia possa ritenersi compromesso, perché non appare e non è assolutamente più figura imparziale e non è la prima volta che ciò accade”.
Lo scudo per Delmastro e lo stop all’acquisizione delle chat con Mauro Caroccia – per la procura di Roma “necessarie” agli accertamenti antimafia sul presunto prestanome del clan Senese – è arrivato lo scorso 5 agosto con 206 no e 133 sì, con tanto di bagarre in aula. L’apice viene raggiunto quando Galeazzo Bignami, capogruppo dei Fratelli, spara a zero sull’opposizione. E tira in ballo la memoria dell’ex capo dello Stato, Oscar Luigi Scalfaro.