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 2026  ottobre 12 Lunedì calendario

Conte chiede garanzie su Iv. Ma Schlein: basta divisioni

Una staffetta del Campo largo nella capitale, dalla festa di Fanpage al forum della Confesercenti, arrivando al Festival dell’Altraeconomia. I big del centrosinistra non si sono risparmiati in questo weekend, piccoli grandi comizi da palchi più o meno accondiscendenti per cercare di esibire una coesione nella realtà piuttosto fragile.
Giuseppe Conte, leader di M5S, fa l’en plein: con tre festival su tre stacca di una lunghezza Elly Schlein che liscia l’Altraeconomia e pure Nicola Fratoianni, non invitato dalla Confesercenti. Approfitta dei suoi tre spazi il leader pentastellato. Segna i confini. «Non metto veti sull’ingresso di Matteo Renzi nel Campo largo, ma chiedo a Schlein garanzie su di lui». Un’affermazione che gli costa non poco: «Renzi nel Campo largo mi depotenzia sul piano elettorale perché la mia comunità vedo che soffre questa presenza». Ma ormai il confine è allargato. Elly Schlein coglie al volo la richiesta di Conte su Renzi alternandosi sul palco della festa «Rumore» di Fanpage, con un timing che potrebbe sembrare concordato. Dice, rivolta alla platea: «L’unica garanzia che posso dare è che non si rifaranno gli errori del 2022, di fare un favore alle destre di dividerci e di consegnare loro la vittoria». Applausi. Gli stessi che per lo stesso motivo si era preso prima Fratoianni.
Nota dolente del Campo largo: la politica estera. Il leader di Avs Fratoianni se la cava così: «So bene che nel centrosinistra c’è un elemento sulla politica internazionale su cui occorre sciogliere un nodo. E allora mettiamo un po’ d’ordine: siamo tutti d’accordo sul fatto che Putin ha aggredito con una guerra criminale l’Ucraina. Deve essere chiaro che non ci sono filoputiniani tra di noi, nonostante questa accusa indecente prima l’hanno scaricata addosso a me e poi l’hanno scaricata addosso a Conte».
Sulla domanda sulla guerra in Ucraina la segretaria del Pd Schlein si mostra ottimista che si troverà una sintesi, mentre prima di lei Fratoianni era stato fin troppo diretto: «Penso che abbiamo la responsabilità di costruire la necessaria discontinuità rispetto a una linea che obiettivamente ha fondato tutta la sua politica di sostegno all’Ucraina esclusivamente sull’escalation militare».
Anche il leader Conte dice la sua sul conflitto russo-ucraino, attaccando Trump senza riserve: «Il conflitto si complica perché Trump fa addirittura un accordo diretto con Putin bypassando l’Ucraina e l’Unione europea e ci ritroviamo completamente isolati e spiazzati da questa iniziativa che oggettivamente è irresponsabile oggi, perché va a favorire l’aggressore rispetto al Paese aggredito».
Sulle primarie per la leadership del Campo largo è andato in scena il solito copione. I leader di M5S e Avs tagliano corto all’unisono: parliamo di programma e non di leadership. «Si vogliono fare per forza le primarie? Ce ne faremo una ragione, ma non è chi vince comanda», avvisa Fratoianni. Mentre la segretaria Schlein rilancia i gazebo: «Sono disponibile. Sono uno strumento, non è che siano di per sé buone o cattive: dipende da come le fai. Possono essere una grande occasione di partecipazione popolare». Conte, comunque, assicura che i voti dei suoi arriverebbero anche a un altro vincitore, nel caso lui fosse sconfitto: «Assolutamente sì. La mia comunità è leale, corretta, lo ha dimostrato in tutti i Comuni» dove ci sono state intese con il Pd e i loro sindaci, «li appoggiamo lealmente».