Corriere della Sera, 12 ottobre 2026
Trump e la tregua sull’energia (smentita dalla Russia)
Dopo aver annunciato l’accordo per l’acquisto del diesel russo, Donald Trump proclama – ancora una volta in modo unilaterale e con un post su Truth – un «cessate il fuoco energetico» tra Russia e Ucraina, «con effetto immediato». Un testo che non precisa durata, obiettivi o verifiche. Kiev, colta di sorpresa, afferma di non conoscerne i termini. Nonostante Trump abbia auspicato un cambio di governo in Ucraina, Zelensky si dice però pronto: se la Russia smetterà di colpire la rete energetica ucraina, Kiev fermerà gli attacchi alle raffinerie russe. Tuttavia secondo un funzionario della Casa Bianca citato da Axios, Mosca non ha accettato ancora alcun cessate il fuoco.
Dietro l’annuncio emerge un negoziato più ampio. Secondo il New York Times, all’Onu gli inviati Jared Kushner e Steve Witkoff avrebbero offerto a Mosca tre incentivi: sblocco di asset russi, vendita di quote Lukoil a investitori mediorientali e ripresa delle esportazioni bielorusse di fertilizzanti a base di potassio. Kiev avrebbe chiesto compensazioni o aiuti militari automatici in caso di violazione. Trump, secondo uno schema già visto in altre occasioni, avrebbe poi forzato la trattativa senza informare l’Ucraina. Il Financial Times riferisce che Washington avrebbe minacciato di sospendere la condivisione di intelligence e il Purl, il meccanismo con cui gli alleati acquistano armi americane per l’Ucraina, se Kiev non avesse fermato gli attacchi alle raffinerie. La Casa Bianca non conferma ma il senatore repubblicano John Kennedy ieri ha definito Putin «un macellaio», dando ulteriore voce alle divisioni nella maggioranza statunitense alla vigilia del voto di midterm.
D’altro canto all’emittente statunitense Abc, Zelensky si dice disposto a organizzare le elezioni dopo 60 giorni di cessate il fuoco ma ribadisce che servono sicurezza e modalità di voto per militari, sfollati e cittadini all’estero. Il leader deve fare i conti con le inchieste sulla corruzione che hanno coinvolto l’apparato presidenziale e il settore energetico. Il Kyiv International Institute of Sociology indica il 53% contrario a una sua nuova candidatura e il 42% favorevole. Zelensky resta però competitivo: un sondaggio del gruppo ucraino Rating lo colloca al 22,9%, davanti all’ex comandante Valerii Zaluzhny, dato al 20,2% favorito però al ballottaggio.
L’Europa resta con Kiev. Ursula von der Leyen e Berlino confermano il sostegno a Zelensky, Emmanuel Macron chiede una «vera tregua energetica» mentre l’Ue si prepara ad approvare nuove sanzioni contro persone ed entità legate all’apparato militare-industriale russo e alle elezioni nei territori occupati. Dal canto suo il primo ministro britannico Andy Burnham dichiara che la Russia ha interferito nel referendum sulla Brexit e avverte come tentativi simili siano in atto in Francia e Germania. Il tutto mentre cinque servizi d’intelligence riferiscono al Financial Times che la Russia starebbe preparando attentati contro dirigenti dell’industria europea della difesa dopo il precedente del presunto piano del 2024 contro Armin Papperger, il capo del colosso tedesco Rheinmetall.
Sul terreno, la Russia ha lanciato ieri 116 droni contro l’Ucraina. Attacchi che – sottolinea Zelensky – sono proseguiti dopo l’annuncio di Trump e hanno colpito una centrale elettrica nella capitale e impianti energetici nella regione di Kharkiv dove un altro attacco ha ucciso tre persone e ne ha ferite nove. Dall’altra parte del fronte, a Sochi frammenti di droni ucraini hanno incendiato un edificio dell’aeroporto e danneggiato immobili. Nella regione di Bryansk un uomo sarebbe stato ucciso e due donne ferite. A Vladimir un attacco ha fermato un data center di Yandex, il terzo colpito in quattro giorni.
Mosca ha chiuso la giornata senza chiarire i termini della tregua con Kiev. Ma il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov accusa to Zelensky di essere in uno stato di «isteria» pur ribadendo che la Russia resta disponibile ai negoziati. Quali, però, non è ancora dato sapere.