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 2026  ottobre 12 Lunedì calendario

Papa Leone, il ricovero al Gemelli previsto per domani: durerà una settimana

Pochi mesi dopo l’elezione, quando gli chiesero il titolo di un libro che facesse capire chi è Robert Francis Prevost, il Papa citò La pratica della presenza di Dio di Fra Lorenzo della Risurrezione, un carmelitano francese del Seicento, almeno fino ad allora poco conosciuto, che mostra «un tipo di preghiera e di spiritualità in cui si offre semplicemente la propria vita al Signore e si lascia al Signore la guida», spiegò. È un’opera nella quale il frate mistico scrive, tra l’altro: «Se fossimo ben allenati nell’esercizio della presenza di Dio, tutte le malattie del corpo ci sembrerebbero lievi».
Leone XIV deve operarsi e ha voluto annunciarlo al mondo di persona, alla fine dell’Angelus: lo ha fatto secondo il suo stile, il tono asciutto, un sorriso appena accennato, come a trasmettere la sua stessa serenità ai fedeli. Ne ha parlato con chiarezza, anche per evitare l’incertezza che ha accompagnato spesso i ricoveri di Francesco, quando per discrezione si parlava di raffreddamento o bronchite mentre invece si trattava di una polmonite e la vaghezza della diagnosi finiva per accreditare le voci più improbabili. Ha spiegato che si tratta di «un nodulo circoscritto al polmone», individuato «in una fase molto iniziale e ben localizzato» e insomma di una situazione sotto controllo, che richiede tuttavia di intervenire subito.
Il Papa, filtra dal Vaticano, si è sottoposto nei giorni scorsi a un controllo per quella che si pensava o si sperava fosse un’infiammazione. Scoperto il nodulo, si è deciso di operare senza indugi. Non una situazione simpatica, in verità, a neanche un anno e mezzo dall’elezione: di nuovo un Papa nel «Vaticano Terzo», come Wojtyla aveva definito ironico il Policlinico Gemelli. Questa volta, tuttavia, l’annuncio del ricovero di Leone XIV è accompagnato da un clima più sereno rispetto all’ansia che aveva scandito i ricoveri del predecessore. La Santa Sede, attraverso il portavoce Matteo Bruni, faceva sapere ieri che «l’intervento è previsto per i primi giorni della prossima settimana», ci si attende che Prevost sia ricoverato già domani. In ogni caso, «il tempo previsto per il ricovero post operatorio è di circa una settimana».
Significa che il Papa conta di rimettersi in breve tempo e compiere, come previsto, il viaggio in Sudamerica che tra il 6 e il 17 novembre lo porterà in Uruguay, in Argentina e infine in Perù, il Paese nel quale ha vissuto vent’anni come missionario poi vescovo. Un viaggio serrato e impegnativo, con una ventina di trasferimenti tra aerei ed elicotteri da Montevideo alla sua Chiclayo, la piccola diocesi nel nord del Perù dove si attende il ritorno del vescovo che chiamavano «padre Roberto». Prevost ci tiene e anche per questo ha preferito farsi operare subito, in modo da concludere la convalescenza e rimettersi in forze in tempo per il suo sesto viaggio internazionale.
Quanto agli appuntamenti più immediati, come è inevitabile in questi casi, si naviga a vista. La Santa Sede non ha ancora annullato il programma della settimana, questa mattina è prevista un’udienza al Circolo San Pietro. Martedì la giornata era già libera, è il giorno della settimana nel quale Prevost si concede d’abitudine una giornata di riposo in riva al lago Albano, a Castel Gandolfo. Il Papa avrebbe dovuto concludere con una messa, mercoledì, l’incontro con i capi delle Chiese orientali e i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo, convocato dalla settimana scorsa in Vaticano, a dieci anni dall’esortazione di Francesco «Amoris laetitia», per continuare ad affrontare il tema della famiglia. A questo punto si tratterà piuttosto di vedere se potrà recuperare in tempo per andare ad Assisi il 27 ottobre e partecipare alle celebrazioni dei quarant’anni dal primo, storico incontro interreligioso per la pace voluto nel 1986 da Giovanni Paolo II.
Sull’intervento e i tempi di ripresa c’è comunque grande fiducia, anche perché Prevost pratica abitualmente sport, fa palestra e gioca a tennis, ha compiuto 71 anni a metà settembre ma ha il fisico di un sessantenne in forma. Un paziente ideale, il Papa per primo conta di riprendersi presto. Nel salutare un gruppo di fedeli peruviani in piazza San Pietro, ieri, ha detto: «Grazie della vostra preghiera per la visita pastorale che compirò in Perù»