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 2026  ottobre 11 Domenica calendario

L’isola del tesoro, la storia del romanzo di Stevenson

Prima nasce la mappa, poi il romanzo. È da un disegno che prende forma L’isola del tesoro, uno dei più celebri racconti d’avventura. Robert Louis Stevenson ha poco più di trent’anni quando comincia a lavorare alla storia, ma la passione per il fantastico lo accompagna fin dall’infanzia. «Prima o poi, in qualche modo, ero destinato a scrivere un romanzo – racconta nei Saggi sull’arte della scrittura – Gli uomini nascono con varie manie: fin dalla mia prima infanzia, la mia era quella di fare del mondo immaginario un giocattolo». 
Una storia destinata ad attraversare i secoli, conquistando generazioni di lettori e continuando a ispirare il cinema e la televisione: il 12 ottobre debutta su Paramount+ una nuova serie tv, mentre nel 2027 è in arrivo anche un adattamento cinematografico diretto da Ridley Scott. 
Ingegnere mancato
Prima di diventare uno dei nomi più conosciuti della letteratura d’avventura, Stevenson sembrava destinato a una vita scandita più dai calcoli che dalle parole. Nato a Edimburgo nel 1850, figlio unico dell’ingegnere Thomas Stevenson e di Margaret Balfour, cresce in una famiglia che da generazioni si occupa della progettazione di fari. Quando nel 1867, a sedici anni, si iscrive all’Università di Edimburgo, l’aspettativa è che segua le orme del padre. 
La scrittura, però, comincia presto a farsi strada tra i progetti di un futuro apparentemente già deciso per lui. Stevenson, del resto, sembra insofferente a ogni percorso prestabilito, come suggerisce anche il suo modo di vestire: capelli lunghi, cappello a tesa larga e giacca di velluto. Uno stile bohémien, ben lontano dalle convenzioni dell’ambiente in cui è cresciuto.
Il debutto sotto pseudonimo
Nel tentativo di accontentare la famiglia, accetta di studiare legge e nel 1875 ottiene l’abilitazione alla professione forense, senza però esercitarla mai. A prendere il sopravvento è la letteratura, alla quale decide di dedicare la propria vita. Ma quando il suo primo romanzo arriva finalmente nelle mani dei lettori, il successo che oggi gli attribuiamo sembra ancora molto lontano: l’Isola del tesoro, infatti, non nasce come un caso editoriale. 
La storia viene pubblicata a puntate sulla rivista britannica per ragazzi Young Folks, tra il 1° ottobre 1881 e il 28 gennaio 1882, sotto lo pseudonimo di Captain George North. Il titolo originale, Il cuoco del mare, viene sostituito con L’isola del tesoro, ma il romanzo «non attirò la minima attenzione».
La genesi del romanzo
L’anno prima, nel 1881, lo scrittore 31enne si era trasferito a Kinnaird, nei pressi di Pitlochry, in Scozia. Durante il soggiorno trascorreva parte delle giornate disegnando insieme al dodicenne Lloyd Osbourne, figlio della moglie Fanny, che dava forma alla propria creatività con inchiostro e una scatola di acquerelli.
Un pomeriggio Stevenson decise di liberare la sua fantasia dalla gabbia della razionalità adulta e tracciò la mappa di un’isola immaginaria. «La sua forma mi affascinò oltre ogni limite – ricorderà anni dopo – conteneva porti che mi piacevano come sonetti; e con l’inconsapevolezza del predestinato, intitolai la mia performance L’isola del tesoro».
Da quel disegno cominciò a districarsi il filo di una storia. Stevenson prese alcuni fogli e abbozzò un elenco di capitoli: non era la prima volta che tentava di scrivere un romanzo, ma questa volta ce la fece davvero. Aveva già in mente il pubblico a cui rivolgersi: i ragazzi, e soprattutto aveva accanto a sé un giovane lettore con cui confrontarsi, capace di suggerirgli quali avventure potessero tenerlo incollato alle pagine.
Era «una fredda mattina di settembre, accanto a un fuoco scoppiettante, e con la pioggia che tamburellava sulla finestra» quando Stevenson iniziò a scrivere Il cuoco del mare. Era questo il titolo inizialmente scelto per il romanzo, la cui scrittura diventò un appuntamento quotidiano: ogni mattina l’autore lavorava a un nuovo capitolo, che dopo pranzo leggeva ad alta voce alla famiglia, raccogliendone impressioni e suggerimenti, quasi come in un grande lavoro corale.
Le ispirazioni letterarie
Grazie a una sorta di «intervento chirurgico psichico», con la storia prendono vita anche i protagonisti, figli della mente dell’autore che è convinto che per inventare un personaggio si possa partire da una persona reale, selezionandone alcune caratteristiche, per poi limarle con la propria fantasia. Eppure, non tutto ciò che scribacchia sulle pagine prende forma tra le pieghe della sua mente. 
Anni dopo, sfogliando Racconti di un viaggiatore dello scrittore americano Washington Irving, Stevenson si accorge delle numerose somiglianze con i primi capitoli del suo romanzo. Un’influenza di cui, racconta, non era stato consapevole durante la stesura, tanto da considerare il contenuto di quelle pagine interamente inedito: «Mi sembrava originale come il peccato; sembrava appartenermi come il mio occhio destro», ricorderà.
La trama de L’isola del tesoro
Protagonista è Jim Hawkins, un ragazzo che vive con i genitori in una locanda sulla costa inglese. La sua vita cambia quando un vecchio marinaio, Billy Bones, arriva portando con sé un misterioso baule. Dopo la morte dell’uomo, Jim entra in possesso di una mappa che indica il luogo in cui il leggendario pirata Capitano Flint avrebbe nascosto un immenso tesoro. Insieme al dottor Livesey e al nobiluomo John Trelawney, il ragazzo parte così a bordo della Hispaniola alla volta di un’isola sperduta nell’oceano. 
Ma il viaggio prende presto una piega inaspettata: tra i membri dell’equipaggio si nascondono alcuni degli ex compagni di Flint, intenzionati a impadronirsi del tesoro. A guidarli è Long John Silver, il cuoco di bordo dalla gamba di legno, personaggio ambiguo e carismatico, capace di conquistare la fiducia del giovane protagonista. Tra scontri e alleanze impreviste, quella che doveva essere una spedizione alla ricerca di ricchezze si trasforma in un’avventura in cui Jim dovrà imparare a distinguere gli amici dai nemici.
La nuova vita del romanzo
È con la pubblicazione in volume, nel 1883, che il romanzo ottiene un successo decisivo. L’editore londinese Cassell & Company decide di pubblicarlo questa volta con il nome di Stevenson in copertina. La storia comincia così a conquistare un pubblico sempre più ampio, contribuendo a dare forma all’immagine dei pirati che ancora oggi attraversa film e racconti d’avventura. 
Eppure, all’origine di tutto rimane quel primo disegno: «la mappa era la parte principale della mia trama. Potrei quasi dire che era l’intera trama», ha scritto Stevenson. Tutto era quindi cominciato da un’isola disegnata su un foglio, ed è proprio quel disegno l’eredità più duratura del romanzo: una geografia fantastica che, a quasi un secolo e mezzo di distanza, continua a influenzare il modo in cui immaginiamo e raccontiamo il mondo dei pirati.
L’isola del tesoro al cinema e in tv
Ancora oggi l’Isola del tesoro continua a ispirare nuove produzioni cinematografiche e televisive. Il 12 ottobre 2026 debutta su Paramount+ una nuova serie in sei episodi, con David Oyelowo nei panni di Long John Silver e Hayley Atwell in quelli di Bess Hawkins, la madre di Jim. 
Nel 2027 arriverà invece al cinema un nuovo adattamento diretto da Ridley Scott, con Hugh Jackman nel ruolo del celebre pirata dalla gamba di legno, affiancato da Hugh Grant e Owen Cooper. Due nuove riletture che testimoniano la capacità del romanzo di attraversare le generazioni, continuando a esercitare il suo fascino anche sul pubblico contemporaneo.