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 2026  ottobre 11 Domenica calendario

Fabrizio Corona rapinato sotto casa

Sei contro uno. Sei contro Fabrizio Corona. L’hanno accerchiato e minacciato con un cacciavite, nel pomeriggio di sabato 10 ottobre, sotto casa sua, a Milano. Poi l’hanno rapinato. Gli hanno portato via due collane da 400 euro e un paio di orecchini. Infine la fuga e la chiamata dei soccorsi da parte dell’ex re dei paparazzi e ideatore del format Falsissimo. 
Tutto è successo in via Gozzi, a due passi di piazzale Susa, in zona Città Studi. Sul posto si sono precipitati i carabinieri della compagnia Monforte che hanno aiutato Corona. Che però ha rifiutato il trasporto in ospedale e le cure mediche. Ai militari il 52enne ha raccontato che poco prima sei uomini l’avevano circondato e minacciato con un cacciavite per rubargli orecchini e collane. Tra i rapinatori Corona ha detto ai carabinieri di aver riconosciuto anche un imprenditore con cui vanterebbe un credito. Di fatto, fornendo una prima ipotesi al lavoro degli investigatori a cui ora dovranno trovare riscontri. Per questo hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per risalire ai responsabili e chiarire i contorni dell’aggressione. Del fatto l’ex re dei paparazzi ha informato anche il suo storico avvocato Ivano Chiesa, che nella serata di sabato 10 ottobre ha spiegato in un’intervista alla Tgr: «Fabrizio è stato aggredito fuori da casa sua da sei persone che stando a quanto ha intuito, da come parlavano, erano di origine calabrese. Mi ha detto che a parte qualche escoriazione, niente di grave. Ovviamente farà denuncia». 
Poco più di un mese fa – sempre in zona Città Studi a Milano, esattamente in via Noè – Corona aveva subito un’altra aggressione. In quella strada gli era stato dato appuntamento da due ragazzi, tra cui il 20enne A. B., figlio di un noto giornalista tv che per l’episodio era stato denunciato a piede libero per tentata estorsione e danneggiamento aggravato. Infatti, insieme a un amico poco prima aveva mandato dei messaggi al 52enne chiedendo 500 euro un contanti, subito e senza attese, «altrimenti faremo del male a te e a tuo figlio». Così nella notte tra giovedì e venerdì 4 settembre Corona era andato in questura per mostrare e denunciare quella chat. Poi l’incontro in via Noè dove avevano colpito la Range Rover del conduttore di Falsissimo con delle catene, danneggiandone il parabrezza. I due ragazzi – di cui uno fuggito prima dell’intervento della polizia con cui l’ex re dei paparazzi era andato all’appuntamento – erano amici del figlio di Corona, Carlos, avuto con Nina Moric.