Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  ottobre 11 Domenica calendario

Ilva, anche a Genova e Novi stop inevitabile degli impianti

C’è tutta l’amarezza dei commissari nel comunicato diffuso ieri da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. L’amarezza di chi si trova a dover «spegnere» altoforni che hanno una lunga storia iniziata il 24 ottobre 1964, data della prima colata. Ora il rischio è che la data dell’ultima colata sia già scritta: 8 ottobre 2026. La possibilità di una ripartenza, infatti, è ridotta al lumicino. I commissari spiegano che dopo la sentenza della corte di Appello di Milano del 27 luglio la messa in stand by dell’area a caldo era inevitabile. Non solo: non sono stati più fatti approvvigionamenti di minerali per fare funzionare gli altoforni. Spiega AdI: «In una procedura di amministrazione straordinaria, non è possibile impiegare risorse a carico dei creditori». E a chi, come la sindaca di Genova Silvia Salis, auspica l’arrivo di coils negli stabilimenti liguri per tenere in vita almeno quelli, Acciaierie risponde che «Novi Ligure e Genova dipendono direttamente dalla produzione di Taranto per l’approvvigionamento di acciaio. La conseguente interruzione delle attività a monte comporterà necessariamente anche la fermata degli impianti a valle». In queste condizioni anche la fermata di Novi e Genova è inevitabile.